La DARPA vuole usare jet per lanciare piccoli satelliti col progetto ALASA

Concetto artistico di un jet che trasporta un piccolo razzo nel progetto ALASA (Immagine cortesia DARPA. Tutti i diritti riservati)
Concetto artistico di un jet che trasporta un piccolo razzo nel progetto ALASA (Immagine cortesia DARPA. Tutti i diritti riservati)

Alla diciottesima Commercial Space Transportation Conference annuale della FAA (Federal Aviation Administration), il direttore dell’Ufficio Tattico Tecnologico della DARPA ha mostrato i progressi del progetto ALASA (Airborne Launch Assist Space Access), un sistema per lanciare piccoli satelliti usando un aeroplano invece che un razzo vettore. Ciò permetterebbe di ridurre notevolmente i costi, attualmente molto elevati, fino a un milione di dollari per poco meno di 50 kg.

Il concetto non è nuovo. Ad esempio, Orbital Sciences ha già usato l’aeroplano Stargazer, un Lockheed L-1011 TriStar modificato per essere usato per lanciare un piccolo razzo Pegasus. In questo modo, è in grado di lanciare piccoli carichi fino a 443 kg in orbita terrestre bassa. Ad esempio, il telescopio spaziale NuSTAR è stato lanciato usando questo sistema.

La DARPA è un’agenzia del dipartimento della difesa americano e sta sviluppando un sistema analogo per lanciare piccoli satelliti militari o comunque per conto di agenzie governative. Negli ultimi anni, sempre più satelliti vengono inviati in orbita ed è necessario programmare i lanci con notevole anticipo perché c’è una quantità limitata di lanci di razzi vettori. Anche se un razzo potente può lanciare vari piccoli satelliti, ciò non è più sufficiente alle esigenze delle varie agenzie.

Grazie alla diffusione di satelliti davvero piccoli, un sistema in grado di lanciarli facilmente e con una preparazione molto limitata sarebbe perfetto. Un jet militare può essere lanciato con un preavviso davvero minimo. La sfida del progetto ALASA consiste nel progettare un piccolo razzo che sia abbastanza semplice da poter essere preparato per il lancio di un microsatellite in tempi brevi.

Secondo la DARPA, la prima fase del progetto, quella della progettazione dei sistemi necessari, è stata completata. Ora l’agenzia intende passare alla seconda fase, quella in cui le tecnologie implementate nel progetto vengono sviluppate e testate. Nel marzo del 2014, la DARPA ha siglato un contratto con Boeing, un’azienda aerospaziale che non ha certo bisogno di presentazioni, per partecipare alla seconda fase.

Secondo i piani, entro il 2015 dovrebbe avvenire il primo test di lancio. A seconda dei risultati, nel 2016 verranno condotti fino a 11 ulteriori lanci di test. Certo, il sistema ALASA funzionerà solo per microsatelliti di dimensioni limitate ma la crescita di questo tipo di satelliti è stata notevole negli ultimi anni perciò sarebbe un bel progresso.

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