Il mistero delle macchie bianche sul pianeta nano Cerere

Immagine del pianeta nano Cerere scattata dalla sonda spaziale Dawn (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)
Immagine del pianeta nano Cerere scattata dalla sonda spaziale Dawn (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La sonda spaziale Dawn della NASA continua il suo avvicinamento al pianeta nano Cerere. Ciò permette di inviare sulla Terra fotografie sempre migliori con maggiori dettagli della sua superficie. Le immagini precedenti erano abbastanza nitide da rendere possibile vedere aree chiare e in particolare una davvero brillante, che avevano lasciato perplessi gli scienziati. Una fotografia scattata il 19 febbraio da una distanza di circa 46.000 chilometri mostra una seconda area brillante vicina a quella già individuata.

La presenza di aree luminose su Cerere è tutt’altro che una novità. Nel 2005 vennero pubblicate immagini scattate dal telescopio spaziale Hubble che mostravano una macchia molto più brillante del resto della superficie del pianeta nano. Dall’orbita terrestre è però impossibile avere immagini abbastanza dettagliate per poter capire l’origine di quella luminosità, che è rimasta un mistero.

Oggi la sonda spaziale Dawn sta scattando fotografie molto più dettagliate di quelle che possono essere ottenute da Hubble. Gli scienziati possono già esaminare la superficie di Cerere, piena di crateri, ma la macchia bianca è ancora troppo piccola per poterla analizzare. In compenso, nello stesso bacino è ora visibile un’altra macchia bianca più piccola.

Secondo Chris Russell dell’Università della California, il principale investigatore della missione Dawn, il fatto che le due macchie bianche siano vicine e in un bacino potrebbe essere spiegata da un’origine di tipo vulcanico. Lo stesso Russell aggiunge però che sarà necessario avere immagini a una migliore risoluzione per poter fornire interpretazioni geologiche.

Già il fatto che venga presa in considerazione la possibilità di fenomeni di tipo vulcanico su un pianeta nano piccolo come Cerere, che ha un diametro di circa 950 chilometri, è interessante. Ormai manca poco all’arrivo della sonda spaziale Dawn nell’orbita di Cerere per trascorrere 16 mesi a studiarne le caratteristiche e le eventuali attività geologiche.

L’analisi della presenza di ghiaccio d’acqua, un’altra delle possibili cause della brillantezza delle macchie bianche e anche di altre aree meno luminose sulla superficie di Cerere, è un’altra parte importante della missione Dawn. Possiamo quindi aspettarci che nelle prossime settimane comincino ad arrivare molte nuove informazioni e scoperte su questo pianeta nano.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *