È un successo il primo test di riattivazione del Large Hadron Collider

Gli eventi splash registrati dagli esperimenti LHCb e ALICE nel test del Large Hadron Collider (Immagine cortesia CERN. Tutti i diritti riservati)
Gli eventi splash registrati dagli esperimenti LHCb e ALICE nel test del Large Hadron Collider (Immagine cortesia CERN. Tutti i diritti riservati)

Il CERN ha confermato che nel corso del week-end scorso due degli esperimenti del Large Hadron Collider (LHC) hanno inviato con successo raggi di protoni attraverso l’acceleratore di particelle. Si tratta del primo test completo di funzionamento che segna l’inizio dell’ultima fase di riaccensione dopo l’aggiornamento delle apparecchiature effettuato negli ultimi due anni. Il test, condotto dagli esperimenti LHCb (Large Hadron Collider beauty) e ALICE (A Large Ion Collider Experiment) è stato un successo.

Se tutto continuerà a funzionare a dovere, questi test rappresenteranno il termine delle operazioni di riaccensione di LHC cominciate nell’aprile 2014. Il grande acceleratore è in realtà l’elemento finale di una serie di acceleratori in cui particelle vengono accelerate a energie sempre maggiori fino a essere iniettate in LHC. Dopo l’accelerazione finale, la loro velocità è vicina a quella della luce e le energie sono elevatissime.

È per questo motivo che tutte le apparecchiature devono lavorare assieme alla perfezione. Un problema in uno degli acceleratori potrebbe causare danni anche seri perciò ogni acceleratore è stato testato prima di essere collegato a quello successivo e iniettarvi particelle.

Finalmente, dopo quasi un anno di test approfonditi, i primi raggi di protoni sono stati iniettati in LHC. Questi test di iniezione hanno creato quelli che vengono chiamati eventi splash in cui particelle emergono dalle collisioni tra i protoni e un blocco posizionato per fermarne i raggi. Essi sono passati attraverso tre degli otto settori di LHC, poco più di 10 km dei 27 km totali del gigantesco anello.

Questo è solo il primo passo verso la ripresa degli esperimenti ma se non ci saranno problemi, a questo punto si tratta di attendere ancora solo qualche settimana. Pian piano, l’energia verrà aumentata fino a raggiungere i 14 teraelettronvolt, la massima possibile per LHC.

Negli anni scorsi, LHC è stato usato tra le altre cose per provare l’esistenza del bosone di Higgs. Dopo gli aggiornamenti che permetteranno di lavorare a energie molto più elevate, gli scienziati proveranno a scoprire i segreti della materia oscura. Nei prossimi anni potrebbero risolvere altri misteri dell’universo facendo fare alla fisica un ulteriore balzo in avanti.

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