Il Large Hadron Collider ha ripreso la piena attività

L'esperimento ATLAS del CERN ha rilevato le prime collisioni di protoni dopo la ripresa dell'attività del Large Hadron Collider (Immagine cortesia CERN. Tutti i diritti riservati)
L’esperimento ATLAS del CERN ha rilevato le prime collisioni di protoni dopo la ripresa dell’attività del Large Hadron Collider (Immagine cortesia CERN. Tutti i diritti riservati)

Questa Pasqua ha rappresentato per il CERN il momento della ripresa della piena attività del Large Hadron Collider (LHC). Dopo i test cominciati alcune settimane fa, nella mattina di domenica scorsa un raggio di protoni ha percorso tutti i 27 chilometri del gigantesco anello. Dopo meno di due ore, un secondo raggio è stato inviato nella direzione opposta. L’energia era di “soli” 450 GeV ma si è trattato di un evento fondamentale per la ripresa dell’attività scientifica.

Il termine delle lunghe e complesse operazioni di riaccensione di LHC ha avuto un piccolo ritardo a causa di un corto circuito rilevato nel corso dei test alla fine di marzo. Si tratta di un’apparecchiatura, o meglio di un insieme di apparecchiature, di enormi dimensioni e complessità. Proprio per questo motivo il loro test e la loro messa a punto richiede molto tempo e cautela.

Nel caso del corto circuito rilevato a fine marzo, il problema è stato localizzato rapidamente. Probabilmente, durante le operazioni di aggiornamento di un’apparecchiatura, un pezzetto di metallo è finito in un tubo provocando un contatto tra di esso e un cavo con conseguente corto circuito intermittente.

Dopo aver valutato le possibili soluzioni, il team che lavora su LHC ha deciso di fondere il frammento di metallo. Per fare ciò, una corrente di quasi 400 ampere è stata iniettata nel circuito per alcuni millisecondi. Successivamente, nuovi test sono stati effettuati e nessun altro corto circuito è stato rilevato. Di conseguenza, una settimana fa i lavori per la riaccensione completa di LHC sono ripresi.

La ripresa della piena attività non significa che verrà subito raggiunta l’energia di 13 TeV nella collisione tra protoni prevista per questa seconda stagione di operazioni. L’energia verrà aumentata progressivamente nel corso delle prossime settimane e se tutto andrà bene il livello massimo verrà raggiunto prima dell’inizio dell’estate.

Con l’energia che raggiungerà livelli doppi di quelli della prima stagione di operazioni sarà possibile procedere con le nuove ricerche scientifiche. Verranno anche effettuate nuove indagini sul bosone di Higgs, finora la più grande scoperta fatta usando LHC.

Verranno anche effettuate nuove ricerche su altre particelle esotiche, sulla materia oscura, sull’antimateria, sul plasma di quark e gluoni che esisteva nei primissimi istanti di vita dell’universo e altro ancora. Lo scopo è quello di testare le attuali teorie nel campo della fisica delle particelle. È impossibile dire quando verranno effettuate nuove scoperte perché si tratta di ricerche complesse per cui l’analisi dei dati è molto lunga. Certamente nei prossimi anni la fisica farà un nuovo balzo in avanti.

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