L’abbondanza d’acqua nell’universo genera ottimismo nella ricerca di forme di vita aliene

La NASA sta studiando la presenza di acqua nel sistema solare e oltre, anche in relazione alla possibile presenza di forme di vita aliene (Immagine NASA)
La NASA sta studiando la presenza di acqua nel sistema solare e oltre, anche in relazione alla possibile presenza di forme di vita aliene (Immagine NASA)

Ieri a Washingon D.C. si è tenuto un evento della NASA dedicato all’acqua e alla sua connessione con la possibilità di trovare vita extraterrestre. Alcuni scienziati hanno riassunto le scoperte degli ultimi decenni sulla presenza di acqua nello spazio e di esopianeti. Secondo Ellen Stofan, scienziato capo della NASA, nel corso della nostra vita potremmo finalmente avere una risposta alla domanda se siamo soli nel sistema solare e oltre.

L’affermazione di Ellen Stofan è motivata dall’esperienza accumulata negli anni e l’acqua è al centro di tutto. La vita sulla Terra è fortemente influenzata dall’acqua e si ritiene che sia nata nell’acqua perciò è da lì che parte la ricerca di forme di vita extraterrestri. Noi siamo fortemente influenzati da questo perché non conosciamo altre forme di vita.

Gli studi di Titano, la più grande luna di Saturno, hanno portato vari scienziati a teorizzare la possibilità che vi esistano forme di vita basate su una biochimica molto diversa da quella terrestre. Ciò è estremamente interessante ma finché non troveremo conferme o smentite alla possibilità dell’esistenza di forme di vita su Titano o in altri luoghi dove non c’è acqua allo stato liquido gli sforzi degli scienziati si concentreranno soprattutto sui luoghi dove c’è acqua.

Idrogeno e ossigeno sono elementi molto comuni nell’universo e per questo motivo anche l’acqua è una sostanza presente in abbondanza. Gli astronomi hanno rilevato la presenza di acqua perfino in nubi interstellari. Gli studi più approfonditi riguardano però le fonti d’acqua esistenti nel sistema solare.

Per molto tempo, gli scienziati si sono concentrati su quella che è chiamata la zona abitabile del Sole, quella in cui un pianeta può ospitare acqua allo stato liquido. Marte è al suo interno ma a causa dell’assenza di un campo magnetico che lo protegga dal vento solare, la maggior parte della sua atmosfera è stata dispersa nello spazio.

Su Marte c’è acqua e nella prima fase della sua storia era abitabile. Molte sonde spaziali e alcuni rover hanno studiato e stanno studiando il pianeta rosso per capire se abbia mai ospitato forme di vita e la sua evoluzione in un deserto quasi certamente morto.

Negli ultimi anni, la ricerca si è estesa. L’esistenza di oceani sotterranei in Europa, una delle lune di Giove, ed Encelado, una delle lune di Saturno, ci ha fatto capire che forme di vita potrebbero esistere anche in luoghi in teoria troppo lontani dalla loro stella. Da questo punto di vista, l’ultima scoperta interessante è quella di indizi che fanno pensare che anche Ganimede abbia un oceano sotterraneo.

Tutte queste ricerche ci aiutano a capire quali potrebbero essere le condizioni su pianeti in altri sistemi solari ma siamo appena agli inizi di questo tipo di studi. Il primo esopianeta è stato scoperto solo 20 anni fa e, anche se ora ne sono stati identificate alcune migliaia, si tratta di una piccolissima parte di quelli esistenti solo nella Via Lattea.

Questo campione comunque limitato di esopianeti suggerisce che quelli più comuni siano del tipo super-Terra e mini-Nettuno. Molti pianeti potrebbero essere completamente coperti da oceani. Le ricerche sono in piena fase di sviluppo e l’esperienza accumulata negli ultimi decenni sta permettendo di costruire nuovi strumenti e di interpretare in maniera sempre più completa i dati rilevati.

La NASA ha in progetto la missione TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), un nuovo cacciatore di esopianeti. L’ESA sta sviluppando la missione Plato (Planetary Transits and Oscillations of stars) allo stesso scopo. Il telescopio spaziale James Webb sarà d’aiuto anche nello studio di esopianeti.

Prima della scoperta del primo esopianeta, molti scienziati erano pessimisti sulla possibilità di andare oltre la teoria nello studio di possibili forme di vita aliene. Le scoperte degli ultimi 20 anni hanno ribaltato quest’atteggiamento e oggi lo studio degli esopianeti è considerato molto interessante, soprattutto tra le nuove generazioni. La scoperta di forme di vita aliene, nel sistema solare o anche oltre, potrebbe davvero avvenire nel futuro prossimo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *