Nuove scoperte sulla cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko grazie ai dati del lander Philae e a studi sull’interazione col vento solare

Fotografia dell'area chiamata Agilkia sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko scattata da un'altezza di 9 m dal lander Philae (Foto ESA/Rosetta/Philae/ROLIS/DLR)
Fotografia dell’area chiamata Agilkia sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko scattata da un’altezza di 9 m dal lander Philae (Foto ESA/Rosetta/Philae/ROLIS/DLR)

Un numero speciale della rivista “Science” è dedicato alle prime analisi dei dati raccolti dal lander Philae nella sua discesa sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko. La sua missione è durata poco e gli ingegneri dell’ESA non riescono a ottenere un contatto stabile dopo quelli delle ultime settimane ma i dati che ha raccolto sono stati molto utili. Un altro studio molto interessante appena apparso riguarda l’interazione della cometa con il vento solare.

La discesa del lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko il 12 novembre 2014 è stata emozionante. Purtroppo alcune sorprese sono state negative, in particolare la natura della superficie. Gli scienziati dell’ESA si aspettavano una superficie soffice a cui Philae potesse ancorarsi, invece lo strato soffice era probabilmente sottile e il lander è rimbalzato.

Le fotografie scattate dallo strumento ROLIS (ROsetta Lander Imaging System) del lander Philae mostrano una superficie granulosa nell’area chiamata Agilkia, nel lobo più piccolo della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko. Si tratta di regolite, uno strato di materiale eterogeneo che copre uno strato di roccia compatta. Secondo le stime, in quell’area la regolite si estende fino a una profondità di 2 metri.

Risultati molto interessanti sono arrivati dalle analisi dei dati raccolti dallo strumento COSAC (COmetary SAmpling and Composition), del lander Philae. Esso può compiere analisi gascgromatografiche e spettrometriche di massa per determinare la composizioni di campioni del suolo e del contenuto di componenti volatili.

I campioni raccolti da Philae dopo il suo primo contatto con il suolo hanno rivelato una serie di 16 composti organici. Ciò non è sorprendente ma quattro di essi, isocianato di metile, acetone, propionaldeide, e acetammide, non erano mai stati trovati nelle comete.

Un altro degli strumenti di Philae, Ptolemy, è stato usato per analizzare campioni di gas della chioma della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko. Oltre ai componenti principali, cioè vapore acqueo, monossido di carbonio e anidride carbonica, sono state trovate piccole quantità di componenti organici. Tra di essi c’è la formaldeide, una sostanza importante nella formazione del ribosio, un carboidrato indispensabile nella biochimica delle forme di vita terrestri.

Altri studi interessanti riguardano l’interazione tra la cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko e il vento solare. L’avvicinamento al Sole determina una maggiore attività nella cometa con la sublimazione dei ghiacci ma la collisione tra molecole d’acqua e luce ultravioletta ne provoca la ionizzazione. Le proprietà elettriche del vento solare accelerano gli ioni e molti di essi vengono espulsi dalla chioma.

Una parte degli ioni ricade invece sulla superficie della cometa. Anche alcune particelle di vento solare ricadono sulla cometa e ciò causa il processo chiamato polverizzazione catodica, in inglese sputtering. In sostanza, gli atomi sulla superficie vengono dispersi e possono essere lanciati nello spazio.

Gli ingegneri dell’ESA continuano a cercare di contattare il lander Philae ma il timore è che sia stato mosso dall’attività crescente sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko. Mancano circa due settimane al suo passaggio al perielio, il punto più vicino al Sole. La sonda spaziale Rosetta dovrà stare a una distanza di sicurezza per evitare problemi a causa dei materiali della chioma ma per il resto sarà un grande spettacolo, anche dal punto di vista scientifico.

Immagine presa da una simulazione dell'interazione tra la chioma della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko e il vento solare (Immagine Technische Universität Braunschweig and Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt; Visualisation: Zuse-Institut Berlin)
Immagine presa da una simulazione dell’interazione tra la chioma della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko e il vento solare (Immagine Technische Universität Braunschweig and Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt; Visualisation: Zuse-Institut Berlin)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *