Una potentissima aurora su una nana bruna

Concetto artistico di un'aurora al polo nord di una nana bruna (Immagine Chuck Carter and Gregg Hallinan/Caltech)
Concetto artistico di un’aurora al polo nord di una nana bruna (Immagine Chuck Carter and Gregg Hallinan/Caltech)

La sua aurora è 10.000 volte più potente di qualsiasi altra mai vista, tanto da essere rilevabile, pur con strumenti molto sofisticati, da una distanza di 18 anni luce. Essa è stata trovata su una nana bruna chiamata LSR J1835+3259 usando il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA), il telescopio Hale in California e il telescopio Keck alle Hawaii. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sulla rivista “Nature”.

Le nane brune sono considerate stelle mancate. Secondo una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista “Astrophysical Journal” e anch’essa compiuta usando il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) esse si formano come le stelle normali, al centro di un disco di gas e polvere. La loro massa non è però sufficiente a innescare le reazioni termonucleari che rendono le stelle così luminose.

All’inizio del decennio scorso, quando le prime nane brune erano state appena scoperte, gli astronomi cominciarono a rilevare emissioni radio provenienti da esse. Nel 2006, Gregg Hallinan, assistente professore di astronomia del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, che ha guidato la ricerca su LSR J1835+3259, scoprì che le nane brune possono pulsare a frequenze radio. Quelle pulsazioni sono simili a ciò che si può vedere nei pianeti del sistema solare che hanno aurore.

Leon Harding del Jet Propulsion Laboratory della NASA e co-autore di questa ricerca, scoprì che c’è una variabilità periodica nelle lunghezze d’onda nel campo ottico provenienti dalle nane brune che pulsano a frequenze radio. Per cercare i cambiamenti nell’intensità luminosa dei corpi celesti ed esaminare questo fenomeno, ha costruito uno strumento chiamato fotometro ottico ad alta velocità.

Mettendo assieme i vari risultati, gli scienziati si chiesero se quella variabilità fosse causata da aurore. L’attività magnetica rilevata sulla nana bruna LSR J1835+3259 può effettivamente essere spiegata dalla presenza di aurore molto più potenti di quelle che si vedono nel sistema solare, anche su Giove.

A questo punto, resta da spiegare l’origine di quell’aurora. Una nana bruna non riceve un vento solare che possa causarla come succede sulla Terra. L’atmosfera attorno a una nana bruna potrebbe supportare quell’attività. Un’altra possibilità è che un pianeta orbiti all’interno della magnetosfera della nana bruna generando una corrente elettromagnetica e di conseguenza un’aurora.

Ulteriori studi su LSR J1835+3259 e altre nane brune dotate di aurore aiuteranno a risolvere il mistero. Queste ricerche aiuteranno anche a studiare gli esopianeti perché per molti versi le nane brune sono più simili a pianeti di tipo gioviano che alle stelle ma le loro osservazioni non sono disturbate dalla luce di una vera stella vicina ad esse.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *