La nuova Roscosmos entra in attività

Il logo di Roscosmos
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Oggi entra in attività la nuova Roscosmos, un’azienda di stato che sostituisce la vecchia agenzia spaziale russa, dissolta ufficialmente il 28 dicembre 2015 con un decreto del presidente Vladimir Putin. Si tratta di un passo importante nella riorganizzazione del programma spaziale russo cominciato nel 2013 nel tentativo di rilanciarlo e soprattutto di risolvere i problemi che sta avendo.

Negli ultimi anni il programma spaziale russo è stato colpito da una serie di problemi. La conseguenza è stato il fallimento di una serie di lanci di razzi, l’ultimo solo poche settimane fa: il 5 dicembre 2015 il satellite Kanopus-ST è andato perduto perché non si è separato dall’ultimo stadio del razzo Soyuz su cui era stato lanciato.

Un’altra conseguenza è il ritardo nel completamento del cosmodromo di Vostochny, che dovrebbe progressivamente sostituire quello di Baikonur, in Kazakistan. Secondo dichiarazioni arrivate da Roscosmos nei giorni scorsi, il primo lancio da Vostochny potrebbe avvenire nell’aprile 2016, con circa sei anni di ritardo sul programma originale.

Nel luglio 2013, l’allora vice-primo ministro russo Dmitry Rogozin, dopo uno degli incidenti, aveva annunciato misure dure per cambiare la situazione. Un’indagine effettuata nel corso del 2015 aveva evidenziato casi di corruzione e c’è stato l’arresto di Dmitry Dyakonov, Presidente della Ekopravo, un’azienda legata a Khrunichev, il produttore dei razzi russi Proton e dei nuovi razzi Angara.

La nuova Roscosmos ora controlla tutta l’industria spaziale russa. In teoria i lavori dovrebbero essere condotti con maggiore efficienza ma ciò sarà sufficiente a risolvere i problemi del programma spaziale russo? Nonostante vari proclami di voler addirittura inviare cosmonauti sulla Luna, la nuova azienda dovrà gestire vari tagli di budget e il progetto di una missione sulla Luna è già stato rimandato a una data da destinarsi.

Per Vladimir Putin il prestigio nazionale è un fattore molto importante ma per la Russia conta anche il fattore economico. L’industria dei lanci di satelliti continua a espandersi perciò avere razzi vettori affidabili e poterne lanciare parecchi è fondamentale per essere competitivi.

La Russia sta attualmente gestendo da sola l’invio dell’equipaggio sulla Stazione Spaziale Internazionale con il relativo ritorno sulla Terra con le sue navicelle Soyuz. Le altre agenzie spaziali stanno pagando circa 70 milioni di dollari per ogni astronauta lanciato sulle Soyuz ma nel 2017 potrebero entrare in attività le nuove navicelle spaziali americane. Ciò limiterà le entrate per Roscosmos.

Nel 2016 si vedrà se davvero la nuova Roscosmos permetterà di tagliare la burocrazia che e gli altri problemi che hanno limitato le attività del programma spaziale russo. È un compito difficile e c’è il rischio che questa grande trasformazione formale porti pochi cambiamenti reali.

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