1.284 esopianeti verificati tra i candidati trovati dal telescopio spaziale Kepler

concetto artistico di vari pianeti scoperti dal telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA/W. Stenzel)
concetto artistico di vari pianeti scoperti dal telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA/W. Stenzel)

Ieri la NASA ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che 1.284 esopianeti sono stati verificati tra i candidati scoperti usando il telescopio spaziale Kepler. Si tratta di gran lunga del più grande numero di pianeti aggiunti alla lista ormai lunga di quelli conosciuti. Un articolo su questa scoperta è stato appena pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Nel febbraio 2014 la NASA aveva fatto un precedente grande annuncio della verifica di una serie di esopianeti in un colpo solo. I 715 esopianeti trovati grazie al telescopio spaziale Kepler costituirono un evento straordinario per il numero ma anche perché venne impiegato un metodo statistico che permise di effettuare un esame di un’enorme quantità di dati per capire quali dei molti candidati fossero davvero pianeti.

Anche stavolta un approccio statistico è stato sfruttato dalla NASA per analizzare i dati relativi ai candidati pianeti esistenti nel catalogo del telescopio spaziale Kepler nel 2015. La NASA ha utilizzato un sofware libero / open source chiamato VESPA (Validation of Exoplanet Signals using a Probabilistic Algorithm) sviluppato proprio per calcolare le probabilità di falso positivo per i segnali di transito di un candidato esopianeta.

C’erano ben 4.302 candidati e di questi è risultato che 1.284 avevano una probabilità superiore al 99% di essere pianeti. Si tratta di un livello di probabilità vicino alla certezza ma c’è ancora un margine di errore nonostante i grandi progressi raggiunti negli ultimi anni nello studio degli esopianeti.

La questione dei falsi positivi è spinosa. A volte qualche fenomeno stellare è stato scambiato per un pianeta e solo dopo molto tempo i ricercatori si sono resi conto dell’errore. Ci sono pianeti la cui esistenza è al momento contestata come quello presunto nel sistema di Alfa Centauri. A volte qualcosa c’è ma si tratta di nane brune perciò l’errore è solo nella corretta identificazione.

In quest’ultima ricerca sono 707 i candidati che non hanno superato i requisiti e potrebbero essere nane brune ma anche di eclissi causate da stelle binarie o altri fenomeni astrofisici che hanno lasciato tracce simili a quelle degli esopianeti. Altri 984 candidati sono stati confermati ma si trattava di esopianeti già verificati con altre tecniche. In questi casi, si tratta di un risultato che mostra ancora una volta che questo tipo di analisi statistica è valido.

Rimangono 1.327 candidati che non hanno raggiunto il 99% di probabilità nell’analisi statistica. La loro natura è ancora incerta ed è possibile che nella maggior parte dei casi siano anch’essi esopianeti le cui tracce non erano abbastanza chiare da soddisfare tutti i requisiti per passare l’esame statistico. Ciò significa che saranno necessari ulteriori studi con altri telescopi che richiedono tempo perché ogni candidato va studiato singolarmente.

Quasi 550 dei nuovi esopianeti verificati potrebbero essere rocciosi, quindi super-Terre. Nove di essi orbitano nella zona abitabile della loro stella perciò se hanno un’atmosfera paragonabile a quella terrestre l’acqua sulla loro superficie può essere allo stato liquido. Sicuramente questi esopianeti verranno studiati nei prossimi anni, anche con i telescopi di nuova generazione.

Ora oltre 3.200 esopianeti sono stati verificati e di essi 2.325 sono stati scoperti dal telescopio spaziale Kepler. Sembra un numero enorme ma è minuscolo se pensiamo che la Via Lattea contiene almeno cento miliardi di stelle e Kepler ne ha osservate “solo” 150.000. È una conferma che le ricerche sugli esopianeti sono ancora agli inizi.

La NASA ha creato un video che illustra la tecnica di transito usata dal telescopio spaziale Kepler per trovare tracce di esopianeti. È un fenomeno analogo al transito del pianeta Mercurio dei giorni scorsi ma a distanze di anni luce le tracce sono minime e richiedono strumenti precisissimi per rilevarle.

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