Programma ExoMars: il TGO e il lander Schiaparelli hanno raggiunto Marte

Rappresentazione artistica del Trace Gas Orbiter (TGO) (Immagine ESA–D. Ducros)
Rappresentazione artistica del Trace Gas Orbiter (TGO) (Immagine ESA–D. Ducros)

La sonda spaziale TGO (Trace Gas Orbiter) e il lander Schiaparelli di ESA e Roscosmos hanno raggiunto il pianeta Marte completando la prima fase della prima missione del programma ExoMars, iniziato con il loro lancio il 14 marzo 2016. Schiaparelli si era separato dal TGO il 16 ottobre con qualche brivido perché la manovra era avvenuta correttamente ma i dati telemetrici sono arrivati con notevole ritardo.

Per circa tre giorni terrestri, TGO e Schiaparelli hanno viaggiato in traiettorie che si sono progressivamente separate. Il TGO ha cominciato a compiere le manovre necessarie a entrare nell’orbita di Marte mentre Schiaparelli ha cominciato le manovre necessarie a immettersi in una traiettoria balistica per atterrare sul pianeta rosso nell’area chiamata Meridiani Planum.

Le due navicelle hanno terminato le loro manovre quasi contemporaneamente, il TGO completando l’entrata nell’orbita di Marte e Schiaparelli atterrandovi. ESA e Roscosmos hanno già inviato sonde spaziali su Marte, l’ESA cercava il primo successo nel far atterrare un lander ed è il motivo per cui è stato deciso di fare un primo tentativo con Schiaparelli per poi mettere a punto le tecnologie usare per la prossima missione del programma ExoMars.

Per il TGO la serie di manovre è stata tutto sommato normale per un orbiter anche se molte cose possono andare male. Per Schiaparelli si è trattato di testare tecnologie sviluppate per questa missione con uno scudo termico che l’ha protetto dall’attrito, un paracadute e un sistema di propulsori per rallentarne la discesa. Una struttura prodotta appositamente aveva lo scopo di attutire l’impatto con il suolo marziano.

Dato che Schiaparelli è stato costruito per testare le tecnologie di atterraggio e per questo chiamato anche Entry, Descent and Landing Demonstrator Module (EDM), non è stato dotato di sistemi di alimentazione a lungo termine ma solo di batterie. Ciò significa che può lavorare solo per qualche giorno ma è stato comunque dotato di alcuni strumenti per rilevare dati ambientali nell’area.

Al contrario, la missione del TGO è a lungo termine con una lunga serie di manovre di aggiustamento della sua orbita. Con i suoi strumenti, cercherà di rilevare la presenza di gas come il metano nell’atmosfera di Marte e delle eventuali variazioni nella sua concentrazione. Il metano può essere prodotto da attività biologiche ma anche in altri modi perciò è importante monitorarlo a lungo termine.

Il TGO verrà usato anche come ponte radio nel corso del programma ExoMars. La seconda missione è stata ufficialmente rimandata al 2020 e consisterà nell’invio su Marte di un rover che continuerò la ricerca di possibili forme di vita, presente o passata, sulla superficie ma anche nel sottosuolo grazie a una trivella che gli permetterà di prelevare campioni da analizzare.

Per ora ESA e Roscosmos sanno che il TGO è entrato nell’orbita di Marte e ne stanno controllando le caratteristiche. Anche grazie all’uso di Mars Express, l’altra sonda spaziale marziana dell’ESA, sono stati ricevuti alcuni dati da Schiaparelli ma rimane da verificarne lo stato preciso.

Rappresentazione artistica del lander Schiaparelli su Marte (Immagine ESA/ATG medialab)
Rappresentazione artistica del lander Schiaparelli su Marte (Immagine ESA/ATG medialab)

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