2017

Rendering del Falcon Heavy sul Pad 39A al Kennedy Space Center (Immagine SpaceX)

Questa settimana Elon Musk ha parlato alla International Space Station (ISS) Research & Development Conference tenuta a Washington e ha fornito qualche aggiornamento riguardante gli sviluppi dei programmi di SpaceX per il futuro prossimo. Dopo vari anni di dichiarazioni importanti, anche riguardo a spedizioni su Marte, stavolta ha dovuto invece frenare spiegando che ci sono cambiamenti e vari ritardi ma lasciando intendere che in futuro arriveranno altre novità.

L'area del possibile impatto su Marte (Immagine MOLA Science Team)

Un articolo pubblicato su “Geophysical Research Letters” descrive uno studio che attribuisce a un gigantesco impatto meteorico avvenuto sull’emisfero settentrionale di Marte quasi 4 miliardi e mezzo di anni fa alcune caratteristiche del pianeta rosso. Secondo Stephen Mojzsis dell’Università del Colorado a Boulder e Ramon Brasser del Tokyo Institute of Technology in Giappone è quella la causa della presenza di metalli rari, delle differenze tra emisfero settentrionale e meridionale e forse anche dell’esistenza delle due lune.

I 5 telescopi di H.E.S.S. (Foto H.E.S.S., MPIK/Christian Foehr)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una nuova interpretazione di osservazioni effettuate con il telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA e l’osservatorio High Energy Stereoscopic System (H.E.S.S.) in Namibia. Secondo un team di ricercatori italiani guidati da Daniele Gaggero dell’Università di Amsterdam, al centro della Via Lattea c’è una sorta di trappola che vi concentra alcuni tra i raggi cosmici di più elevata energia, tra le particelle più rapide della galassia.

Libya Montes (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, , CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini dell’area del pianeta Marte conosciuta come Libya Montes scattate dalla sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una catena montuosa vicina all’equatore marziano ed è una delle più antiche di Marte, alterata da processi vulcanici e impatti ma anche da processi associati all’esistenza di fiumi. Nelle immagini è infatti possibile identificare vari canali e valli, tracce degli antichissimi flussi d’acqua.

Mappa di Plutone e Caronte (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI/LPI)

In occasione del secondo anniversario del passaggio ravvicinato a Plutone della sonda spaziale New Horizons, la NASA ha pubblicato una mappa del pianeta nano e della sua luna più grande, Caronte. L’agenzia spaziale americana ha anche creato due filmati che riproducono parzialmente quel volo concentrandosi uno su Plutone e uno su Caronte. Essi forniscono una prospettiva davvero unica dando l’impressione di essere a bordo di una navicella che passa vicina a quei corpi celesti.