La sonda spaziale Cassini è sopravvissuta al primo tuffo tra Saturno e i suoi anelli

Il vortice al polo nord di Saturno (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
Il vortice al polo nord di Saturno (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

La NASA ha cominciato a pubblicare le prime fotografie scattate dalla sonda spaziale Cassini dopo la sua discesa nello spazio che separa il pianeta Saturno dai suoi anelli. Si tratta delle foto più ravvicinate mai scattate durante una manovra rischiosa per Cassini, compiuta solo perché fra pochi mesi terminerà la sua missione perciò è stato deciso che vale la pena farle correre dei rischi per raccogliere dati a distanza ravvicinata.

La sonda spaziale Cassini sta esplorando il sistema di Saturno dal 2004 e nel corso di questi anni ha raccolto una quantità immensa di dati sul pianeta, sui suoi anelli e sulle sue lune. Tutto ciò è stato ottenuto programmando con attenzione e precisione le manovre necessarie a portarla vicino ai suoi obiettivi cercando di minimizzare l’utilizzo di propellente ma anche i rischi perché anche la collisione con piccole particelle potrebbe danneggiarla.

L’attenta programmazione ha permesso alla missione Cassini, per la precisione Cassini-Huygens visto che in origine la sonda trasportava il lander Huygens, di ottenere risultati straordinari. Questa collaborazione tra NASA, ESA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha portato una notevole serie di scoperte riguardanti il sistema di Saturno ma il suo propellente sta ormai scarseggiando perciò è arrivato il momento di iniziare la fase finale della missione, che terminerà il 15 settembre 2017.

In questa fase finale, la sonda spaziale Cassini ha cominciato a tuffarsi una volta alla settimana tra gli anelli di Saturno per un totale che alla fine sarà di 22 volte. Le manovre la stanno portando sempre più vicina al pianeta ma ciò comporta rischi crescenti ed è stato deciso di prendere le precauzioni possibili per proteggerla.

L’antenna a forma di disco del diametro di 4 metri di Cassini è stata usata come scudo il 26 aprile quando è scesa nell’area tra Saturno e gli anelli con la conseguenza che non poteva più comunicare con la Terra. Quando negli USA era la notte tra il 26 e il 27 aprile ha ripreso i contatti dopo aver riorientato l’antenna, un segnale del successo della manovra.

Lo spazio tra Saturno e i suoi anelli è largo circa 2.000 chilometri e la sonda spaziale Cassini è passata a circa 200 chilometri dal bordo degli anelli a una velocità di circa 124.000 km/h. Durante quel passaggio ha raccolto dati con i suoi strumenti e scattato le fotografie più ravvicinate di Saturno mai ottenute. Dopo aver ripristinato i contatti con la Terra ha cominciato a trasmettere tutto ciò e ora queste foto sono in fase di pubblicazione.

Per ora le foto pubblicate non sono state processate perciò è difficile capire davvero cosa contengano le parti dell’atmosfera di Saturno che mostrano. Per gli scienziati che se ne occupano costituiscono un nuovo tesoro che potrebbe contenere preziose informazioni sulla composizione, sulle strutture e sulle dinamiche dell’atmosfera del pianeta.

La missione Cassini potrebbe riservare sorprese fino alla fine grazie alle fotografie che verranno scattate e agli altri dati che verranno raccolti fino praticamente all’ultimo momento. Il prossimo tuffo nello spazio tra Saturno e i suoi anelli è previsto per il 2 maggio e se tutto andrà bene continueranno ogni settimana.

La missione Cassini è diventata nel corso degli anni una delle più straordinarie nella storia dell’esplorazione del sistema solare. È la sonda spaziale più lontana in orbita attorno a un pianeta e ha dimostrato il valore di questo tipo di missione, che può studiare per anni un singolo pianeta, le sue lune e nel caso di Saturno i suoi anelli.

Area dell'atmosfera di Saturno (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
Area dell’atmosfera di Saturno (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
Area dell'atmosfera di Saturno (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)
Area dell’atmosfera di Saturno (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

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