July 2017

Concetto artistico di pianeta gigante gassoso con una luna abitabile (Immagine cortesia Andy McLatchie)

Un articolo inviato ad arXiv, il celeberrimo archivio delle bozze definitive (preprint) di articoli scientifici, descrive la scoperta di una candidata esoluna. Un team di ricercatori guidato da David Kipping della Columbia University ha condotto una ricerca di lune orbitanti attorno a esopianeti osservati dal telescopio spaziale Kepler della NASA trovando la candidata chiamata Kepler-1625b I. Generalmente i risultati delle ricerche vengono pubblicati su una rivista scientifica alla fine del lavoro ma le voci si sono diffuse convincendo i ricercatori a inviare un articolo almeno su arXiv.

La navicella spaziale Soyuz MS-05 al decollo su un razzo Soyuz (Foto Credit: ESA-Manuel Pedoussaut)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz MS-05 è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e dopo poco più di sei ore ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo i tre nuovi membri dell’equipaggio Paolo Nespoli, Randy Bresnik e Sergey Ryazanskiy. La Soyuz ha utilizzato la traiettoria veloce, usata nuovamente in modo regolare dopo l’introduzione della nuova versione di questa navicella spaziale.

Concetto artistico di lampo gamma (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive l’osservazione di un lampo gamma catalogato come GRB 160625B. Un team internazionale di astronomi guidato da Eleonora Troja dell’Università del Maryland ha utilizzato una serie di telescopi dopo la sua scoperta con il telescopio spaziale Fermi della NASA per rilevare le proprietà di quest’evento estremamente energetico, la sua geometria, l’orientamento del suo getto e l’origine del suo lampo ottico estremamente brillante.

Illustrazione della stima delle dimensioni delle comete (Immagine ASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulle comete a lungo periodo concludendo che sono più comuni del previsto. Un team di ricercatori guidato da James Bauer dell’Università del Maryland ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale WISE della NASA per scoprire che anche quelle di almeno un chilometro di dimensione sono più comuni del previsto e mediamente sono grandi il doppio di quelle della famiglia cometaria di Giove.

Antichi depositi vulcanici sulla Luna (Immagine cortesia Milliken lab / Brown University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca che offre prove dell’esistenza di grandi quantità di acqua in antichi depositi vulcanici sulla Luna. Ralph E. Milliken e Shuai Li della Brown University hanno utilizzato dati raccolti dallo spettrometro Moon Mineralogy Mapper della sonda spaziale Chandrayaan-1 per individuare l’acqua, forse formatasi dopo la collisione tra un pianeta e la Terra primordiale che portò alla formazione della Luna.