Nuove prove della presenza di acqua sulla Luna

Antichi depositi vulcanici sulla Luna (Immagine cortesia Milliken lab / Brown University)
Antichi depositi vulcanici sulla Luna (Immagine cortesia Milliken lab / Brown University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca che offre prove dell’esistenza di grandi quantità di acqua in antichi depositi vulcanici sulla Luna. Ralph E. Milliken e Shuai Li della Brown University hanno utilizzato dati raccolti dallo spettrometro Moon Mineralogy Mapper della sonda spaziale Chandrayaan-1 per individuare l’acqua, forse formatasi dopo la collisione tra un pianeta e la Terra primordiale che portò alla formazione della Luna.

Fino al decennio scorso non c’erano dati che facessero pensare alla presenza d’acqua sulla Luna ma le cose stanno rapidamente cambiando. I primi risultati arrivarono proprio alla Brown University da uno studio del geologo Alberto Saal di perline di vetro vulcanico portate sulla Terra nel corso delle mission Apollo 15 e 17. Quello studio rilevò tracce d’acqua all’interno di alcune perline e un secondo studio delle minuscole formazioni cristalline al loro interno effettuato nel 2011 rivelò che il contenuto d’acqua è simile a quello presente in alcuni basalti sulla Terra.

Il dubbio sollevato da quello studio riguarda era se quelle perline rappresentassero la norma o l’eccezione. Nel frattempo, nel 2009 la NASA annunciò che la sua sonda spaziale Lunar CRater Observation and Sensing Satellite (LCROSS) aveva permesso di rilevare la presenza di acqua nella regione del cratere Cabeo vicino al polo sud della Luna. Tuttavia, la possibile presenza diffusa di acqua sotto la superficie lunare è cosa ben diversa.

Le analisi termiche dalla sonda spaziale indiana Chandrayaan-1 sono state condotte su larga scala sui depositi piroclastici di antichissimi materiali magmatici. I risultati indicano proprio una distribuzione uniforme di depositi ricchi d’acqua, visibili in giallo e rosso nell’immagine. Le analisi riguardano i depositi vicini alla superficie ma ciò potrebbe essere vero anche per il mantello lunare.

In qualche modo l’acqua è sopravvissuta sotto la superficie lunare o vi è stata portata da asteroidi oppure comete prima che la Luna si solidificasse completamente nelle prime fasi della sua vita. L’origine di quest’acqua è un mistero e andrà indagata, anche usando nuovi studi che sicuramente verranno effettuati.

Il contenuto d’acqua delle perline è molto basso, attorno allo 0,05% del loro peso, ma i depositi sono vasti e quell’acqua potrebbe essere estratta. Questi depositi potrebbero essere raggiungibili più facilmente di quelli ai poli scoperti dalla sonda spaziale LCROSS. Se l’acqua potesse essere estratta si tratterebbe di un notevole passo avanti in qualsiasi progetto riguardante una base lunare con personale umano. Certo, non è un’operazione facile dato che l’acqua va separata dalle altre sostanze contenute nelle perline.

Possibili progetti di missioni spaziali a parte, il fatto che ci sia acqua sulla Luna e forse in gran quantità è molto interessante e importante. Infatti, i dati raccolti dovranno essere considerati nei modelli che cercano di spiegare la formazione della Luna, strettamente legata a quella della Terra.

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