September 2017

Cratere a nord di Hellas Planitia (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di un cratere con un diametro di oltre 30 chilometri a nord del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte ottenute grazie allo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. L’aspetto del cratere assieme alle valli fluviali più a sud indicano che al momento dell’impatto c’erano acque sotterranee vicino alla superficie. Si tratta di un altro indizio del fatto che anticamente in quella regione vi fosse un lago.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta WASP-12b e della sua stella (Immagine NASA, ESA, and G. Bacon (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sull’esopianeta WASP-12b. Un team di astronomi dell’Università canadese McGille e dell’Università britannica di Exeter ha usato lo strumento Space Telescope Imaging Spectrograph (STIS) del telescopio spaziale Hubble per studiarlo scoprendo che il pianeta riflette solo una piccolissima percentuale della luce che riceve dalla sua stella. In parole povere, questo strano pianeta è più nero dell’asfalto fresco: in termini tecnici, la sua albedo è 0,064.

Le ultime foto degli anelli di Saturno scattate dalla sonda spaziale Cassini (Immagine NASA/JPL)

La NASA ha confermato di aver perso i contatti con la sonda spaziale Cassini, che fino all’ultimo stava inviando informazioni mentre scendeva nell’atmosfera del pianeta Saturno e andava verso la sua distruzione. È la fine della missione Cassini-Huygens, una collaborazione tra NASA, ESA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), una delle più straordinarie missioni spaziali della storia.

La navicella spaziale Soyuz MS-06 al decollo su un razzo Soyuz (Foto NASA/Bill Ingalls)

Poche ore fa la navicella spaziale Soyuz MS-06 è partita dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e dopo poco più di sei ore ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale con a bordo i tre nuovi membri dell’equipaggio Mark Vande Hei, Joe Acaba e Alexander Misurkin. La Soyuz ha utilizzato la traiettoria veloce ormai collaudata anche per la nuova versione di questa navicella spaziale.