Tracce di antichissime attività idrotermali nel bacino di Eridania su Marte

Il bacino di Eridania (Immagine NASA)
Il bacino di Eridania (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive la scoperta di prove dell’esistenza di antichissimi depositi idrotermali su un fondo marino nella regione di Eridania su Marte. Un team di ricercatori ha studiato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per ricostruire la presenza di massicci depositi in un bacino nell’emisfero meridionale del pianeta rosso. Si tratta di un tipo di ambiente favorevole alla nascita di forme di vita, simile a quello in cui secondo vari scienziati è nata la vita sulla Terra.

La regione di Eridania è parte di una maglia cartografica con lo stesso nome e confina con le regioni di Terra Cimmeria e Terra Sirenum. Si tratta di un grande bacino formato da una serie di bacini più piccoli di forma quasi circolare connessi tra loro, probabilmente formati da impatti di grandi meteoriti avvenuti quando Marte era molto giovane. La successiva attività vulcanica nell’area e l’erosione probabilmente crearono un antichissimo mare.

Il grande bacino di Eridania contiene una massiccia quantità di depositi la cui età è stimata in 3,7 miliardi di anni. Era la fine del periodo Noachiano, un’epoca in cui quell’area era riempita da un mare contenente una massa d’acqua stimata in quasi il triplo di quella del mar Caspio sulla Terra. L’immagine in alto mostra il bacino con la profondità stimata nei suoi vari punti.

I dati raccolti consistono in fotografie della regione ma anche da rilevazioni effettuate con lo strumento Compact Reconnaissance Spectrometer for Mars (CRISM), utili per identificare i minerali contenuti nei depositi nel bacino. Secondo i ricercatori, quei dati indicano che i depositi vennero formati da acqua scaldata da un vulcano attivo che era parte della crosta planetaria che entrava nel fondo di quell’antichissimo mare. L’immagine in basso illustra l’origine dei depositi includendo il deposito di cloruri (Chloride deposition) e l’evaporazione dell’acqua.

Quell’attività idrotermale creava condizioni favorevoli alla nascita di forme di vita all’epoca in cui probabilmente erano appena nate sulla Terra, forse in un ambiente analogo. Va detto che non ci sono prove che nell’allora mare di Eridania sia effettivamente nata qualche forma di vita ma è innegabile che vi fosse il potenziale.

Non è il primo luogo su Marte che mostra le tracce di un antichissimo ambiente che aveva quel tipo di potenziale, ad esempio un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” ha descritto le nuove prove della presenza di antichissime attività idrotermali nel cratere Auki. Tuttavia, in questo caso le caratteristiche unite alle similitudini con ambienti esistenti sulla Terra rendono il bacino Eridania estremamente interessante dal punto di vista astrobiologico.

L’attività geologica esistente sulla Terra ha modificato radicalmente gli ambienti in cui probabilmente è nata la vita mentre su Marte esistono ancora tracce dirette di quelle antichissime attività idrotermali. Quelle nel bacino di Eridania possono offrire nuovi indizi sulla nascita della vita che potrebbero essere utili anche a capire le possibilità che esista negli oceani sotterranei di Europa, la luna di Giove, ed Encelado, la luna di Saturno.

Diagramma dell'origine di alcuni depositi nel bacino di Eridania (Immagine NASA)
Diagramma dell’origine di alcuni depositi nel bacino di Eridania (Immagine NASA)

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