L’origine della Perseverance Valley su Marte rimane ancora un mistero

Una parte della Perseverance Valley (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Una parte della Perseverance Valley (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato nuove fotografie scattate dal suo venerabile Mars Rover Opportunity, che dopo 14 anni terrestri e 5,000 Sol (giorni marziani) continua la sua missione scientifica sul pianeta Marte. Nell’antica valle chiamata Perseverance Valley ha trovato un terreno con una struttura che ricorda certe strisce di pietra molto particolari su alcuni pendii montuosi sulla Terra. Queste formazioni possono essere create da cicli di congelamento e scongelamento del suolo umido oppure al vento, a trasporto in discesa o ad altri processi.

Il Mars Rover Opportunity è arrivato all’entrata di Perseverance Valley all’inizio del maggio 2017 e ha cominciato le attività scientifiche che hanno lo scopo di capire l’origine di quella valle. Fin dall’inizio sono stati trovate nel terreno caratteristiche che potrebbero indicare un’origine legata alla presenza d’acqua ma potrebbero essere stati generati anche da altri processi.

Ray Arvidson dell’Università di Washington a St. Louis, uno degli investigatori della missione Opportunity, ha dichiarato che Perseverance Valley è un luogo speciale, come avere un’altra volta una nuova missione a 14 anni terrestri di distanza dall’atterraggio del rover sul pianeta Marte. Questa strana valle è diversa dagli altri luoghi studiati nel corso della missione e servono altre rilevazioni per cercare di risolvere il mistero della sua origine.

Per ora, il Mars Rover Opportunity ha trovato formazioni che sembrano strisce di pietre. Esse possono formarsi anche in condizioni non così particolari, come ad esempio vicino alla vetta del vulcano Mauna Kea alle Hawaii, dove il terreno gela ogni notte ma è spesso asciutto. In sostanza, quelle formazioni si trovano dove la temperatura e le condizioni del terreno sono adatte. Certi tipi di terreno trattengono una maggior quantità d’acqua che li espande quando si congela spingendo verso l’alto particelle più grandi.

Non è la prima volta che su Marte viene trovata un’area che sembra simile alle Hawaii: già nel 2012 un suolo simile a quello basaltico di origine vulcanica delle isole Hawaii era stato individuato dal Mars Rover Curiosity, che opera in una regione molto lontana da Opportunity. Resta da vedere se le similitudini sono casuali.

Nel caso della Perseverance Valley, i venti potrebbero avere un ruolo importante a causa dell’erosione che generano. L’atmosfera marziana è molto meno densa di quella terrestre ma i venti molto forti e assieme alla polvere nell’aria sono più che sufficienti a causare erosione. I detriti prodotti da impatti che hanno generato crateri in tempi relativamente recenti aumentano la complessità geologica dell’area.

La mobilità del Mars Rover Opportunity è da molto tempo limitata da problemi alle ruote perciò i suoi movimenti devono essere programmati con cautela. Ciò rende lo studio di Perseverance Valley più difficile, nonostante ciò “Oppy” continua a raccogliere dati. Queste ultime foto pubblicate dalla NASA sono state scattate il 4 gennaio 2018: l’immagine in alto mostra l’area della valle da nord sulla sinistra a est-sudest sulla destra con la roccia in basso a destra larga circa 28 centimentri mentre l’immagine in basso mostra una piccola area vicina al rover con il sasso vicino al braccio robotico largo circa 5 centimentri.

Striscia di rocce vitino al Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Striscia di rocce vitino al Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech)

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