L’asteroide interstellare ‘Oumuamua offre nuovi indizi sulla formazione ed evoluzione dei sistemi stellari

Concetto artistico dell'asteroide interstellare `Oumuamua (Immagine European Southern Observatory/M. Kornmesser)
Concetto artistico dell’asteroide interstellare `Oumuamua (Immagine European Southern Observatory/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sull’asteroide interstellare 1I/2017 U1, conosciuto comunemente come ‘Oumuamua. Un team di ricercatori ha provato a capire le implicazioni del suo passaggio nel sistema solare per le dinamiche planetarie e la formazione di planetesimi, i piccoli corpi celesti che possono accumulare materiali fino a diventare pianeti. ‘Oumuamua potrebbe essere un frammento di uno di essi espulso dal suo sistema e alcune considerazioni fanno pensare più a una cometa che a un asteroide.

La traiettoria e soprattutto la velocità elevata dell’asteroide ‘Oumuamua aveva fatto pensare agli scopritori che si trattasse di una cometa arrivata dal sistema solare esterno. Dopo le prime osservazioni però la mancanza di tracce di attività sotto forma di chioma e coda avevano portato a classificarlo come asteroide. La questione è complessa perché è possibile che contenga una notevole quantità di acqua ma sotto la sua superficie.

In questa nuova ricerca vengono valutate le possibilità riguardanti la natura del planetesimo di cui forse faceva parte l’asteroide ‘Oumuamua. Inevitabilmente le valutazioni sono basate su ipotesi ma sono in parte fondate su osservazioni di corpi celesti e sulle dinamiche osservate nel sistema solare.

Ad esempio, le probabilità che ‘Oumuamua fosse parte di un planetesimo di natura cometaria sono basate sull’idea che gli oggetti che si formano lontano dalla loro stella trattengono l’acqua mentre quelli più vicini la perdono a causa del calore stellare. Gli oggetti più lontani dalla loro stella hanno molte più probabilità di sfuggire alla sua gravità.

Secondo i ricercatori, la presenza di giganti gassosi in un sistema stellare potrebbe fare a pezzi i planetesimi che passano troppo vicini ad essi e proiettare almeno una parte dei frammenti all’esterno del loro sistema. Ciò spiegherebbe anche la strana forma di ‘Oumuamua, una delle anomalie che fin dall’inizio avevano lasciato perplessi gli astronomi.

Secondo gli autori di un articolo pubblicato qualche giorno fa sempre sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” l’asteroide ‘Oumuamua proviene da un sistema binario. Quella conclusione deriva da una stima delle probabilità di essere espulso da un sistema di quel tipo, che sono maggiori rispetto a un sistema con una sola stella. Un’altra conclusione è che una delle stelle del suo sistema di origine è massiccia e quindi calda perché è più probabile che espella un asteroide piuttosto che una cometa.

Un problema in queste stime è causato dal fatto che sappiamo poco della composizione di ‘Oumuamua. Se davvero contenesse parecchia acqua ghiacciata potrebbe anche venire da un sistema con una o due stelle medio-piccole. C’è tutta una serie di possibilità perciò potrebbe venire da un sistema binario con uno o più giganti gassosi. Insomma, una possibilità non esclude necessariamente l’altra ed entrambi i team di ricercatori potrebbero avere ragione.

Dopo la scoperta di ‘Oumuamua l’interesse è stato notevole per il primo asteroide interstellare ma esso si sta allontanando da noi e ciò rende il suo studio sempre più difficile. Il crescente numero di indagini sugli asteroidi per valutare il potenziale pericolo che rappresentano per la Terra potrebbe permettere di trovare altri corpi celesti provenienti da altri sistemi stellari che ci forniranno altri indizi sulla loro formazione.

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