April 2018

La galassia NGC 6240 (Immagine NASA, ESA, the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration, and A. Evans (University of Virginia, Charlottesville/NRAO/Stony Brook University))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle formazioni simili alle ali di una farfalla nella galassia NGC 6240. Un team di ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble, il VLT in Cile e l’Apache Point Observatory in New Mexico per studiare quella galassia concludendo che quelle formazioni particolari sono generate da diverse forze, in un caso da una coppia di buchi neri supermassicci.

Il telescopio spaziale TESS decolla su un razzo Falcon 9 (Foto SpaceX)

Poche ore fa il telescopio spaziale TESS della NASA è stato lanciato su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral. Dopo quasi cinquanta minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso in un’orbita di trasferimento dove comincerà una serie di manovre che in circa due mesi lo porteranno all’orbita molto ellittica finale in cui inizierà la sua missione scientifica.

Frammento del meteorite di Almahata Sitta

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive uno studio dei microscopici diamanti scoperti all’interno del meteorite di Almahata Sitta, un frammento di un meteorite più grande esploso nell’atmosfera terrestre il 7 ottobre 2008. Un team di ricercatori ha analizzato quei diamanti concludendo che contengono composti che possono formarsi solo all’interno di un pianeta perciò devono essere resti di un pianeta perduto di dimensioni tra quelle di Mercurio e di Marte.

La ragnatela cosmica in due momenti

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la creazione di una mappa della rete di filamenti che collega la materia dell’universo. Un team di ricercatori ha analizzato i dati raccolti nel corso di precedenti indagini per trovare gli effetti gravitazionali che rivelano le forme di quei filamenti. Le piccole distorsioni gravitazionali suggeriscono che la loro lunghezza sia di centinaia di milioni di anni luce e che siano fatti di materia oscura.

Immagine della mappa del polo nord di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)

Nel corso dell’assemblea generale della European Geosciences Union, in corso a Vienna, scienziati della missione Juno della NASA hanno mostrato una mappa tridimensionale che riproduce cicloni e anticicloni nelle regioni polari del pianeta Giove. In particolare, hanno creato un’animazione di un sorvolo del polo nord. Utilizzando dati raccolti dalla sonda spaziale Juno hanno potuto creare anche la prima vista dettagliata della dinamo che alimenta il campo magnetico del pianeta.