La Formazione delle Medusae Fossae su Marte potrebbe essere il risultato di eruzioni vulcaniche esplosive

La Formazione delle Medusae Fossae vista dal Mars Odyssey. Marte basato sui dati dello strumento MOLA (Immagine NASA / Chmee2)
La Formazione delle Medusae Fossae vista dal Mars Odyssey. Marte basato sui dati dello strumento MOLA (Immagine NASA / Chmee2)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” descrive una ricerca sulla Formazione delle Medusae Fossae su Marte. Un team di ricercatori coordinati dalla Johns Hopkins University ha analizzato questa formazione geologica trovando la sua possibile origine in eruzioni vulcaniche esplosive che oltre tre miliardi di anni fa espulsero cenere, roccia e gas. Potrebbe aggiungere informazioni importanti dati sull’interno di Marte e sul suo passato.

La Formazione delle Medusae Fossae si estendono per oltre 5.000 chilometri in maniera discontinua vicino all’equatore del pianeta Marte. composta da depositi anomali di rocce sedimentarie e colline la cui origine è rimasta ignota, almeno finora. Ciò che era conosciuto era l’origine delle rocce, con polvere e detriti più piccoli che si sono cementificati col passare del tempo e ora una nuova ricerca propone una causa scatenante per quel processo.

Secondo i ricercatori una serie di eruzioni vulcaniche esplosive avvenute oltre tre miliardi di anni fa generò una quantità di ceneri e detriti tale da dare inizio ai processi che hanno portato alla Formazione delle Medusae Fossae. Se le conclusioni della ricerca sono corrette, si tratta dei più grande deposito vulcanico esplosivo nell’intero sistema solare, cento volte più massiccio del più grande conosciuto sulla Terra.

Lo scienziato planetario Lujendra Ojha, primo autore dello studio, ha spiegato che non conosciamo nessun altro deposito di quel tipo. La sua esistenza indica che Marte aveva enormi quantità di gas volatili nel suo interno per creare un deposito delle dimensioni della Formazione delle Medusae Fossae e che quei gas volatili devono essere stati lì per lunghi periodi di tempo.

Queste conclusioni sono state ottenuto mettendo assieme dati raccolti nel corso di decenni a cominciare da quelli ottenuti negli anni ’60 grazie alla sonda spaziale Mariner per finire con quelli ottenuti recentemente grazie alla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter), entrambe della NASA. Varie rilevazioni, anche gravitazionali, hanno permesso di misurare la densità della Formazione delle Medusae Fossae, che è risultata circa due terzi di quella del resto della crosta Marziana perché è porosa in modo anomalo.

Quelle rocce così porose devono essere state depositate da eruzioni vulcaniche esplosive, dove il magma contiene grosse quantità di gas ed esplode verso l’alto, emettendo getti di ceneri e frammenti di roccia nell’atmosfera. Questi depositi ricadono al suolo e dopo un tempo sufficiente si cementano in rocce.

I ricercatori stimano che circa metà delle soffici rocce che si erano depositate in origine dopo le enormi eruzioni esplosive che hanno creato la Formazione delle Medusae Fossae sono state erose. Le vallate e le colline visibili oggi sono ciò che è rimasto, mostrando soprattutto la vastità del territorio interessato da quel processo.

Questa ricerca indica che oltre tre miliardi di anni fa su Marte ci fu un’attività vulcanica molto intensa, un risultato coerente con altre ricerche. I risultati potrebbero essere molto interessanti per capire meglio l’interno di Marte e i processi che sono avvenuti sotto la superficie quando il pianeta era giovane. I ricercatori hanno usato una quantità di informazioni presenti negli archivi della NASA, a conferma dell’importanza che le missioni spaziali possono avere perfino dopo decenni.

Porzione delle Medusa Fossae vista da Mars Express (Immagine ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum), CC BY-SA 3.0 IGO)
Porzione delle Medusa Fossae vista da Mars Express (Immagine ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum), CC BY-SA 3.0 IGO)

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