Un panorama di migliaia di galassie vicine e lontane

HDUV GOODS-North (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))
HDUV GOODS-North (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Supplement Series” presenta il programma Hubble Deep UV (HDUV) Legacy Survey, un grande panorama della storia evolutiva dell’universo basata su osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble. Un team di ricercatori ha sfruttato le capacità di rilevazione delle frequenze ultraviolette di Hubble combinandola con osservazioni agli infrarossi e alla luce visibile, anche di altri telescopi, per estendere precedenti indagini con un campo di vista che include circa 15.000 galassie, incluse 12.000 in cui c’è formazione stellare.

Da vari anni gli astronomi stanno pazientemente creando mappe sempre più complete dell’universo sfruttando le capacità di rilevazione di varie frequenze elttromagnetiche di vari telescopi. La maggior parte delle frequenze ultraviolette viene filtrata dall’atmosfera terrestre perciò il telescopio spaziale Hubble ha un ruolo fondamentale dato che può offrire osservazioni che includono anche una parte dello spettro ultravioletto con le sue macchine fotografiche Wide Field Camera 3 (WFC3) e Advanced Camera for Surveys (ACS).

Nel 2014 venne rilasciato il cosiddetto Hubble Ultra Violet Ultra Deep Field, uno studio che conteneva migliaia di galassie in un mosaico di immagini che combinava osservazioni agli ultravioletti con altre alla luce visibile ottenute nel corso di uno studio precedente chiamato Hubble Ultra Deep Field (HUDF), il cui primo rilascio risale al 2004. Nel corso degli anni ci sono stati altri studi che hanno messo assieme immagini a varie frequenze catturate da Hubble come il CANDELS-Deep (Cosmic Assembly Near-infrared Deep Extragalactic Legacy Survey) nella parte centrale della zona osservata nel GOODS (The Great Observatories Origins Deep Survey) in un’area totale diventata molto più ampia.

Il nuovo programma HDUV offre un panorama a cavallo tra galassie lontanissime visibili solo alle frequenze infrarosse e altre galassie più vicine che sono visibili in un ampio spettro. Ciò perché la luce dalle regioni di formazione stellare in galassie remote è stata emessa a frequenze ultraviolette ma l’espansione dell’universo ha causato quello che in gergo è chiamato red shift, lo spostamento verso il rosso delle lunghezze d’onda. Un obiettivo degli astronomi è capire meglio l’evoluzione delle galassie confrontando la formazione stellare in quelle vicine e in quelle lontane.

I dati per il programma HDUV sono stati ottenuti nel corso di 132 orbite del telescopio spaziale Hubble tra il 25 novembre 2014 e il 16 novembre 2015 e 42 osservazioni indipendenti. I dati di quella che è stata chiamata HDUV Data Release 1.0 sono stati pubblicati in un’apposita sezione del sito web dello Space Telescope Science Institute.

Grazie a queste indagini è possibile rilevare tracce di formazione stellare fino a 11 miliardi di anni fa in galassie lontanissime. Altre indagini sono risalite ancor più indietro nel tempo ma ogni mappatura di parti dell’universo lontano sono utili per ricostruire le prime fasi della vita delle galassie. Questo è solo un esempio perché queste indagini che offrono mappe e grosse moli di dati diventano punti di riferimento per gli astronomi, che successivamente possono esaminare oggetti specifici con altri strumenti portanto ulteriori conoscenze e scoperte.

HDUV GOODS-South (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))
HDUV GOODS-South (Immagine NASA, ESA, P. Oesch (University of Geneva), and M. Montes (University of New South Wales))

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