È un successo il lancio del satellite Aeolus per studiare i venti a livello globale

Il satellite Aeolus al decollo su un razzo Vega (Foto ESA - S. Corvaja)
Il satellite Aeolus al decollo su un razzo Vega (Foto ESA – S. Corvaja)

Poche ore fa il satellite Aeolus è partito su un razzo vettore Vega dalla base di Kourou, nella Guiana Francese. Dopo quasi 55 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo ed è entrato nella sua orbita eliosincrona a un’altitudine di 320 chilometri, da dove studierà i venti a livello globale.

Aeolus (nome completo Atmospheric Dynamics Mission Aeolus, ADM-Aeolus), è un satellite relativamente piccolo con la sua massa al lancio di 1.366 kg che rappresenta il prodotto finale di un progetto nato quasi vent’anni fa. A causa dei lunghi tempi di sviluppo dovuti a problemi nel mettere assieme le varie parti di uno strumento molto sofisticato, il progetto ha incluso una compatibilità con vari razzi vettori. Lo sviluppo del razzo Vega avvenuto negli ultimi anni ha portato alla sua scelta per questa missione.

L’orbita del satellite Aeolus è eliosincrona e ciò significa che passa sopra una certa area della Terra sempre alla stessa ora solare locale. Da quell’orbita rileverà una serie di informazioni sui venti per rimediare a una conoscenza ancora troppo limitata. Attualmente, le rilevazioni dirette vengono effettuate generalmente con sonde che vengono lanciate giornalmente, soprattutto nell’emisfero settentrionale. Altre rilevazioni vengono effettuate dal suolo, da imbarcazioni e da aerei. Il risultato è tutt’altro che completo.

Parte del Living Planet Programme dell’ESA e in collaborazione con il Global Observing System (GOS), che ha lo scopo di coordinare e migliorare le rilevazioni meteorologiche e ambientali, la missione Aeolus dovrebbe finalmente fornire rilevazioni globali dei venti. Ciò porterà molte nuove informazioni per migliorare le previsioni del tempo e i modelli climatici.

Per compiere la sua missione, il satellite Aeolus è dotato di uno strumento chiamato Atmospheric LAser Doppler INstrument (ALADIN). Questo strumento è composto da tre parti principali: un Lidar agli ultravioletti, un ricevitore per lo Scattering Mie e lo Scattering di Rayleigh e un telescopio Cassegrain da 1,5 metri.

Nel corso delle operazioni, il Lidar genera luce ultravioletta inviata verso la Terra. La luce rimbalza sulle molecole d’aria e su particelle come quelle di polvere, ghiaccio e goccioline d’acqua nell’atmosfera. La frazione di luce che torna indietro verso il satellite Aeolus viene rilevata dal telescopio e misurata.

L’obiettivo è di misurare 100 profili di vento per ora, fino al suolo se il cielo è sereno o poco nuvoloso o fino alla cima delle nubi se esse sono dense. I dati verranno inviati ai centri meteo con un ritardo molto breve in modo che possano essere elaborati il prima possibile per avere previsioni del tempo migliori.

Ora il satellite Aeolus verrà testato per varie settimane per verificare che tutto funzioni a dovere. Se tutto andrà bene, alla fine dei test comincerà la sua missione primaria, che ha una durata di 3 anni.

Il satellite Aeolus durante la preparazione (Foto ESA)
Il satellite Aeolus durante la preparazione (Foto ESA)

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