15 anni fa il lancio del telescopio spaziale Spitzer

Il telescopio spaziale Spitzer durante la preparazione (Foto NASA)
Il telescopio spaziale Spitzer durante la preparazione (Foto NASA)

Il 25 agosto 2003 il telescopio spaziale Spitzer della NASA venne lanciato da Cape Canaveral su un razzo vettore Delta II. La sua missione primaria durò 2 anni e mezzo e il suo successo portò a una serie di estensioni anche dopo che l’esaurimento di elio liquido a bordo che serviva a mantenere alcuni strumenti a temperature bassissime determinò la fine del loro utilizzo.

Inizialmente chiamato Space Infrared Telescope Facility (SIRTF), il telescopio spaziale Spitzer è il quarto dei Grandi Osservatori della NASA dopo Hubble, il Compton Gamma-Ray Observatory (GRO), l’unico che ha terminato la sua missione, e Chandra. È specializzato in osservazioni alle frequenze infrarosse. Il suo nome è un omaggio all’astronomo Lyman Spitzer, che già negli anni ’40 cominciò a promuovere l’idea dei telescopi spaziali.

Il progetto SIRTF ebbe vari problemi, anche perché in origine doveva essere portato in un’orbita di parcheggio da uno Space Shuttle e da lì uno stato superiore Centaur doveva portarlo nella sua orbita definitiva ma il disastro del Challenger portò a cambiamenti nei piani. Alla fine, venne lanciato su un normale razzo vettore e inserito in un’orbita eliocentrica, dove in sostanza orbita attorno al Sole inseguendo la Terra.

Nel 2009 il telescopio spaziale Spitzer ha esaurito l’elio liquido che impediva che emissioni provenienti dalle sue stesse apparecchiature interferissero con le osservazioni. Ciò ha limitato la sua funzionalità ma è iniziata la “fase calda” dove gli strumenti che possono ancora lavorare continuano a offrire osservazioni utili.

Nel corso degli anni, il telescopio spaziale Spitzer è stato usato per molti tipi diversi di studi astronomici che vanno da quelli nel “vicinato” come quello degli anelli di Saturno ad altri riguardanti oggetti lontanissimi come la galassia GN-z11, che vediamo com’era 13,4 miliardi di anni fa ma sono solo alcuni esempi.

Negli ultimi anni, tra gli studi più importanti a cui ha contribuito il telescopio spaziale Spitzer ci sono quelli sul sistema di TRAPPIST-1, al centro dell’attenzione dopo l’annuncio del febbraio 2017 della conferma della presenza di 7 pianeti rocciosi che orbitano una minuscola stella nana ultra-fredda.

Nel 2016 il telescopio spaziale Spitzer ha cominciato una nuova estensione della sua missione chiamata “Spitzer Beyond”, la cui durata è prevista fino al novembre 2019. Si sta progressivamente allontanando dalla Terra e questo sta diventando un problema perché deve orientarsi verso il pianeta per inviare i dati raccolti ma da qualche tempo ciò significa che i pannelli solari non sono più orientati verso il Sole durante quell’operazione e deve usare le batterie per compierla. È una soluzione tutt’altro che ottimale dato che le batterie si degradano col tempo. Sono problemi che insorgono con strumenti il cui uso continua ben oltre i tempi previsti ma alla NASA sono ben felici di affrontarli. Spitzer dovrebbe rimanere operativo almeno fino all’attivazione del telescopio spaziale James Webb ma i continui ritardi stanno rendendo l’impresa sempre più difficile.

Rendering del telescopio spaziale Spitzer (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Rendering del telescopio spaziale Spitzer (Immagine NASA/JPL-Caltech)

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