Una possibile pulsar si è formata dopo una supernova a lunga durata

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive uno studio sulla supernova Sn 2012au. A volte le supernove rimangono luminose per un lungo tempo se i resti dell’esplosione si scontrano con strati di idrogeno ma Dan Milisavljevic della Purdue University si è chiesto se ciò possa accadere senza alcuna interazione di quel tipo. Il suo team ha studiato Sn 2012au concludendo che dopo la supernova si è formata una stella di neutroni di tipo pulsar con una rotazione e un campo magnetico sufficienti a creare una nube di gas attorno a essa, chiamata in gergo pulsar wind nebula.

Sn 2012au è stata identificata come supernova di tipo Ib, che significa che è avvenuta in seguito al collasso del nucleo di una stella molto massiccia che ha perso buona parte se non completamente i suoi strati esterni di idrogeno. Non è arrivata a livelli di luminosità sufficienti a essere classificata come supernova superluminosa ma mostrava di avere comunque molta energia e una lunga durata, diventando l’oggetto di varie ricerche per capire i meccanismi dietro quelle caratteristiche.

La supernova Sn 2012au è stata rilevata nella galassia NGC 4790 nel 2012 e continua a brillare. L’immagine (NASA, ESA, and J. DePasquale [STScI]) mostra la galassia NGC 4790 e nei riquadri due particolari che mostrano l’area in cui è stata avvistata la supernova Sn 2012au in alto nel 2001 e in basso nel 2013. Si tratta di osservazioni compiute usando il telescopio spaziale Hubble.

Generalmente, le supernove di lunga durata sono legate alla presenza di idrogeno che formava gli strati esterni della stella progenitrice espulsi prima dell’esplosione ma in questo caso le analisi spettrali non ne indicano la presenza. Quando una stella di neutroni si forma dopo una supernova, in certi casi può accelerare le particelle vicine dotate di carica creando una nube di gas attorno a essa che può illuminare i materiali espulsi dall’esplosione.

Dan Milisavljevic predice che un esame di altre supernove molto luminose potrebbe rivelare processi analoghi. Una stella di neutroni che si forma dai resti di una stella esplosa può essere del tipo pulsar o magnetar. Essa può spingere verso l’esterno accelerando il gas perciò attente misurazioni effettuate dopo qualche anno potrebbero mostrare tracce di gas ricchi di ossigeno che si stanno allontanando ancor più rapidamente.

Le supernove sono eventi catastrofici che possono essere difficili da studiare quando avvengono in altre galassie, a milioni se non miliardi di anni luce, e sono visibili solo perché per un certo periodo sono estremamente luminose. Strumenti sempre più sofisticati stanno offrendo sempre più informazioni sulle supernove e gli astronomi le cercano con attenzione per studiarle assieme alle loro possibili conseguenze.

Molti elementi, inclusi alcuni indispensabili per la vita sulla Terra come ossigeno, ferro e calcio, vengono formati in supernove. Quelle molto luminose e quelle superluminose potrebbero emettere onde gravitazionali e potrebbero essere connesse ad alcuni tipi di lampi gamma e anche di lampi radio.

Per questi motivi, secondo Dan Milisavljevic è fondamentale per noi, come cittadini dell’universo, comprendere questo tipo di processo. Ha fatto notare che si tratta di un processo fondamentale nell’universo ed effettivamente le supernove hanno un’influenza enorme sull’ambiente interstellare che le circonda perciò arrivare a conoscere i meccanismi dei vari tipi di supernova significa capire perché oggi l’universo sia come lo vediamo.

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