Le prime immagini del cielo del sud dal telescopio spaziale TESS della NASA

Le immagini catturate da TESS (NASA/MIT/TESS)
Le immagini catturate da TESS (NASA/MIT/TESS)

La NASA ha pubblicato una serie di immagini catturate dalle macchine fotografiche del telescopio spaziale TESS. Si tratta delle prime immagini scientifiche, quella che in gergo viene chiamata la prima luce, ottenute il 7 agosto 2018 dopo il periodo di test degli strumenti e mostrano il cielo australe. Le immagini ritraggono una quantità di stelle e altri oggetti tra i quali sistemi dove esopianeti sono già stati trovati. Lo scopo principale però è di scoprire nuovi esopianeti.

Lanciato il 18 aprile 2018, il telescopio spaziale TESS ha impiegato varie settimane per raggiungere la sua orbita finale e altre settimane sono state impiegate nei test degli strumenti. Tutto è andato come previsto perciò il 25 luglio sono cominciate le operazioni scientifiche alla caccia delle minuscole tracce di pianeti che passano di fronte alle loro stelle. Nel corso della sua missione primaria osserverà una serie di settori del cielo ma ci saranno anche richieste specifiche grazie al TESS Guest Investigator Program, che permette agli scienziati di ottenere osservazioni per ricerche specifiche.

Padi Boyd, uno scienziato del progetto TESS al Goddard Space Flight Center della NASA, ha dichiarato che lui e i suoi colleghi sono stati molto compiaciuti per il numero di proposte ricevute attraverso il Guest Investigator Program e una selezione è stata compiuta per una vasta serie di indagini che non riguardano solo esopianeti ma vanno dalle galassie attive distanti agli asteroidi nel sistema solare.

Intanto però bisognava iniziare le operazioni di TESS e ottenere le prime immagini e ora le prime viste del cielo australe sono state rivelate. Esse includono parti di una dozzina di costellazioni e le galassie nani satelliti della Via Lattea chiamate Nubi di Magellano, visibili nel terzo e nel quarto riquadro dell’immagine.

Nel terzo riquadro dell’immagine, sopra la Piccola Nube di Magellano c’è un piccolo punto luminoso, un ammasso globulare composto da centinaia di migliaia di stelle che formano una sfera chiamato NGC 104 o 47 Tucanae. Nel secondo e nel quarto riquadro rispettivamente, le stelle Beta Gruis e R Doradus sono talmente luminose da saturare un’intera colonna di pixel dei rilevatori della seconda e quarta macchina fotografica di TESS, creando scie luminose.

Ogni 13,7 giorni, il telescopio spaziale TESS passa nel suo punto più vicino alla Terra e in quel periodo trasmette i dati raccolti, che vengono ricevuto dal Deep Space Network della NASA. A quel punto, è possibile cominciare il lungo periodo di elaborazione di quei dati con la ricostruzione delle immagini e nel caso delle stelle esaminate con le curve di luce da analizzare per cercare i candidati esopianeti. I candidati vengono poi sottoposti a un ulteriore esame e i dati degli esopianeti confermati possono essere pubblicati per permettere agli astronomi di tutto il mondo di procedere con osservazioni mirate.

In attesa che finalmente il telescopio spaziale James Webb venga lanciato e cominci a studiare tra gli altri gli esopianeti scoperti da TESS, altri telescopi potranno essere usati a questo scopo. Il telescopio spaziale Kepler sta arrivando alla fine della sua missione a causa dell’esaurimento del propellente ma la sua eredità è al sicuro e anzi con TESS è cominciata una nuova era nella caccia agli esopianeti che continuerà per anni.

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