October 2018

Concetto artistico del telescopio spaziale Kepler con alcuni dei sistemi osservati (Immagine NASA)

La NASA ha annunciato la fine della missione del suo telescopio spaziale Kepler dopo che ha esaurito il propellente necessario a orientarlo verso le varie aree del cielo da osservare. Quest’evento non è una sorpresa perché già nell’agosto 2018 erano iniziati i problemi ai propulsori di manovra dovuti alla scarsità dell’idrazina usata come propellente. Ora è stato “parcheggiato” nella sua orbita eliocentrica in cui gira attorno al Sole ed essendo un’orbita stabile continuerà a farlo per un tempo molto lungo.

Il cratere Greeley (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

Nuove immagini catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express dell’ESA mostrano il cratere Greeley su Marte. Il suo nome è stato approvato ufficialmente nel 2015 dall’International Astronomical Union (IAU) in onore del geologo Ronald Greeley, che ci ha lasciati nel 2011 dopo aver lavorato a varie missioni marziane facendo parte anche del team che gestisce lo strumento HRSC.

IC 63 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra una nebulosa conosciuta come IC 63 e soprannominata la Nebulosa Fantasma o il Fantasma di Cassiopea per l’aspetto spettrale generato dalle trasparenze nei gas e polveri presenti al suo interno. Ha un aspetto adatto per i prossimi festeggiamenti di Halloween ma non durerà per sempre perché una stella chiamata Gamma Cassiopeiae sta lentamente spazzando via quel gas con le sue potenti emissioni.

NGC 2467 vista da FORS2 (Immagine ESO)

L’ESO ha pubblicato una fotografia della nebulosa NGC 2467, conosciuta anche come Nebulosa Teschio, scattata usando lo strumento FORS2 montato sul VLT in Cile. Si tratta di un’incubatrice stellare dato che contiene molto gas che sta ancora formando una serie di nuove stelle e di conseguenza vede una predominanza di stelle giovani, spesso massicce. La fotografia è stata scattata all’interno del programma Gemme Cosmiche dell’ESO, che ha anche uno scopo didattico.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca sulle possibilità che le acque salate sotto la superficie di Marte contengano ossigeno. Un team di ricercatori ha creato una serie di simulazioni basate sulle possibili condizioni esistenti in quegli ambienti concludendo che ci può essere ossigeno in caso di scambi con l’atmosfera. Ciò significa che è possibile che nel lago sotterraneo contenente acqua liquida molto salata di cui è stata annunciata la scoperta nel luglio 2018 c’è qualche possibilità che esistano forme di vita che usano l’ossigeno nel loro metabolismo.