Forse la sonda spaziale Voyager 2 si sta avvicinando allo spazio interstellare

Schema dell'eliosfera e della posizione delle sonde Voyager (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Schema dell’eliosfera e della posizione delle sonde Voyager (Immagine NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha annunciato che la sua sonda spaziale Voyager 2 potrebbe essere vicina allo spazio interstellare. Distante circa 17,7 miliardi di chilometri dal Sole, ha rilevato un aumento di raggi cosmici che provengono dall’esterno del sistema solare, uno dei criteri già usati in passato per valutare se la sua gemella Voyager 1 avesse raggiunto lo spazio interstellare, un evento confermato nel settembre 2013. La rotta delle due sonde è diversa ed è il motivo per cui una delle due sonde è più lontana dell’altra e l’eliosfera non ha una dimensione fissa perciò il monitoraggio da parte della NASA sta continuando ma non vi sono ancora certezze.

La sonda spaziale Voyager 2 venne lanciata il 20 agosto 1977, prima della sua gemella Voyager 1. Dopo aver compiuto la sua missione di osservazione dei pianati gassosi del sistema solare tra il 1979 e il 1989, ha continuato ad allontanarsi dal Sole. La missione finale per entrambe le Voyager è quella di studiare i confini dell’eliosfera, la regione di spazio in cui la densità del vento solare è superiore a quella della materia interstellare. In realtà il sistema solare è molto più ampio dell’eliosfera perché la nube di Oort è molto più lontana dal Sole perciò secondo le definizioni quella nube fa parte del sistema solare ma allo stesso tempo è nello spazio interstellare.

I raggi cosmici, particelle cariche di energia che si muovono a velocità molto elevate provenienti dall’esterno del sistema solare, vengono in parte bloccate ai confini dell’eliosfera, chiamata eliopausa. Di conseguenza, quando la Voyager 1 rilevò un improvviso aumento di raggi cosmici, alla NASA cominciarono a valutare la sua posizione, tanto più perché era la prima volta che era possibile ottenere dati rilevati sul posto da una navicella spaziale.

Ora alla NASA stanno vedendo un fenomeno simile rilevato dalla Voyager 2 grazie al suo strumento Cosmic Ray Subsystem (CRS), uno dei pochi ancora funzionanti. Gli scienziati della NASA stanno esaminando attentamente i dati per capire se anch’essa stia raggiungendo lo spazio interstellare ma non si aspettano una precisa ripetizione di ciò che è successo alla gemella.

L’eliosfera si espande e si contrae seguendo il ciclo di attività del Sole che dura 11 anni in cui le sue emissioni variano di intensità con conseguenze che si fanno sentire anche a parecchi miliardi di chilometri. In diverse zone i confini dell’eliosfera potrebbero ricevere diverse quantità di raggi cosmici perciò le rilevazioni potrebbero essere diverse da parte delle due sonde Voyager. Alla NASA hanno accumulato esperienza seguendo il passaggio nello spazio interstellare della sonda spaziale Voyager 1 ma sono coscienti del fatto che ci sono ancora delle incognite perciò rimangono prudenti.

Ed Stone, lo scienziato del progetto Voyager che nel 2013 annunciò la conferma che la Voyager 1 era entrata nello spazio interstellare, ha dichiarato che impareremo molto nei prossimi mesi ma ancora non sappiamo quando la Voyager 2 raggiungerà l’eliopausa. Tuttavia, non c’è dubbio che vi sia un cambiamento nell’ambiente attorno alla sonda.

Tutto ciò sta creando eccitazione che per gli scienziati della NASA potrà solo crescere con i dati che la sonda spaziale Voyager 2 continuerà a inviare. È difficile dire quanto ci vorrà per stabilire se abbia effettivamente raggiunto l’eliopausa perciò ogni cambiamento verrà analizzato con attenzione. Tutti i dati aumenteranno le nostre conoscenze dell’area più esterna dell’eliosfera e, quando la Voyager 2 entrerà nello spazio interstellare, di quella frontiera.

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