I segni dell’agonia della Piccola Nube di Magellano visti dal radiotelescopio ASKAP

Idrogeno gassoso nella Piccola Nube di Magellano (Immagine cortesia Naomi McClure-Griffiths et al, CSIRO's ASKAP telescope)
Idrogeno gassoso nella Piccola Nube di Magellano (Immagine cortesia Naomi McClure-Griffiths et al, CSIRO’s ASKAP telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive lo studio di un deflusso di gas dalla Piccola Nube di Magellano che si estende per almeno 6.500 anni luce dall’area di formazione stellare. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ASKAP per osservare quella galassia nana nella sua interezza in una singola immagine con dettagli mai visti prima. La conclusione è che c’è una perdita di gas che ha come conseguenza un calo nella formazione stellare. Quel gas potrebbe essere una fonte per quella che è conosciuta come Corrente Magellanica e col tempo la Piccola Nube di Magellano potrebbe essere divorata dalla Via Lattea.

La Piccola Nube di Magellano è una delle galassie nane satellite della Via Lattea. La Corrente Magellanica è un enorme campo di nubi di gas che collegano la Via Lattea a entrambe le Nubi di Magellano, dato che esiste anche la Grande Nube. La questione della sua origine è complessa e un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descriveva una ricerca sul Braccio Avanzato della Corrente Magellanica come risultato di uno scontro gravitazionale tra le due galassie nane. Ora queste nuove osservazioni offrono nuove informazioni su una delle possibili fonti di gas.

La professoressa Naomi McClure-Griffiths, un’astronoma della Australian National University (ANU) e prima autrice di questo nuovo studio, ha dichiarato che il radiotelescopio ASKAP (Australia Square Kilometre Array Pathfinder) ha permesso di ottenere immagini della Piccola Nube di Magellano tre volte più dettagliate delle precedenti. Ciò ha permesso al suo team di studiare le interazione tra quella galassia nana e il suo ambiente con maggior accuratezza.

Il risultato più importante di questo studio è stata l’osservazione di un deflusso di gas dalla Piccola Nube di Magellano. Si tratta di idrogeno atomico in una quantità stimata attorno ai 10 milioni di masse solari, che costituisce circa il 3% della massa di questa galassia nana. Si tratta di una quantità davvero notevole di gas che si sta allontanando da essa con importanti conseguenze sulle sue possibilità di formazione stellare. Meno gas rimane minori sono le possibilità che si formino nuove stelle.

Quando in una galassia la formazione stellare cessa, per essa comincia una lunga agonia. Le stelle più brillanti sono quelle più massicce ma anche quelle che consumano il loro idrogeno a ritmi elevatissimi perciò in pochi milioni di anni senza ricambio quelle che sono conosciute come giganti blu cominceranno a svanire. Va meglio per le stelle con massa simile a quella del Sole, che possono vivere per parecchi miliardi di anni, ma la fine è inevitabile. Le nane rosse hanno una vita lunghissima, anche di migliaia di miliardi di anni, perciò a un certo punto una galassia che non produce più stelle finisce per avere una fioca luce rossastra.

Questo studio fa parte di un progetto che indaga nell’evoluzione delle galassie e la professoressa Naomi McClure-Griffiths ne ha sottolineato l’importanza perché è la prima volta che ricercatori riescono a misurare la quantità di gas perso da una galassia nana. In questo caso, è anche più importante perché potrebbe trattarsi di una fonte di gas per la Corrente Magellanica.

David McConnell della CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation), un altro degli autori dello studio, ha sottolineato l’immportanza del radiotelescopio ASKAP per questo risultato e la possibilità di osservare la Piccola Nube di Magellano in un colpo solo grazie al fatto che le sue antenne possono offrire una vista panoramica del cielo. Ciò permetterà di continuare questo tipo di studi su entrambe le Nubi di Magellano ma anche sul gas di idrogeno presente nella Via Lattea per ottenere altre informazioni sulla loro evoluzione che aiutino a migliorare i nostri modelli sull’evoluzione delle galassie in generale.

Si tratta di un altro risultato eccellente per il radiotelescopio ASKAP, messo in funzione nell’ottobre 2012. Si tratta di un precursore del radiotelescopio SKA, che verrà attivato fra qualche anno e potrebbe ottenere osservazioni perfino più dettagliate della Corrente Magellanica dopo l’integrazione dell’altro precursore, il MeerKAT in Sud Africa.

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