La galassia più luminosa conosciuta sta divorando le sue vicine

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive uno studio della galassia W2246-0526, la più luminosa conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminarla scoprendo scie di materiali mentre vengono strappati da tre galassie più piccole che orbitano attorno a essa. In un caso viene generata una “coda mareale”, una larga scia di materiali che connette W2246-0526 con una delle sue satelliti. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” il buco nero supermassiccio al suo centro ha una massa che è circa 4 miliardi di volte quella del Sole.

La galassia W2246-0526 ha una luminosità stimata in circa 350.000 miliardi di volte quella del Sole a causa della sua natura di quasar. Al suo centro un buco nero supermassiccio sta scaldando i materiali attirati attorno ad esso al punto che essi emettono radiazioni elettromagnetiche. Quelle infrarosse, molto intense, hanno portato alla sua scoperta da parte del telescopio spaziale WISE della NASA, infatti il suo nome completo è WISE J224607.57-052635.0.

Il buco nero supermassiccio alimenta quello che viene chiamato quasar, che in questo caso ha un’attività estrema di un tipo chiamato Hot DOG (Hot Dust-Obscured Galaxies), una categoria particolare di galassie calde e piene di polveri che assorbono la maggior parte delle radiazioni elettromagnetiche. La massa di quel buco nero è stimata attorno ai 4 miliardi di volte quella del Sole, davvero enorme anche per quel tipo di oggetti, eppure i ricercatori stimano che dovrebbe essere tre volte maggiore per generare quelle emissioni elettromagnetiche. In apparenza c’è un’incoerenza in ciò che gli astronomi stanno vedendo e per questo motivo saranno necessarie ulteriori osservazioni.

Tanio Díaz-Santos dell’Universidad Diego Portales (UDP) di Santiago in Cile, primo autore di questa ricerca, sta studiando la galassia W2246-0526 da tempo con il radiotelescopio ALMA (Large Millimeter/submillimeter Array), inaugurato nel marzo 2013. Già all’inizio del 2016 lui e il suo team riportavano l’attività turbolenta in quella galassia, tale che il gas finisce per essere espulso per cui c’è il forte sospetto che al suo interno la formazione stellare sia stata interrotta.

La situazione è piuttosto complessa perché la galassia W2246-0526 sta anche strappando materiali a tre galassie nane vicine ad essa. Esse erano già state avvistate ma solo recentemente la potenza e la sensibilità del radiotelescopio ALMA hanno permesso di rilevare le scie che uniscono le varie galassie. L’immagine in alto (T. Diaz-Santos et al.; N. Lira; ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)) mostra proprio quella situazione con le galassie nane indicate come C1, C2 e C3, varie scie che le uniscono e in particolare la grande coda mareale (Tidal Tail) che la unisce a C2. L’immagine in basso (NRAO/AUI/NSF, S. Dagnello) mostra una versione artistica di quel gruppo di galassie.

Una possibilità è che la galassia W2246-0526 sia tipica della categoria Hot DOG ma è anche possibile che altre galassie di quel tipo assorbano materiali come nubi intergalattiche di gas difficilmente rilevabili a grandi distanze. In questo caso, la distanza è di circa 12,4 miliardi di anni luce perciò la vediamo com’era quando l’universo era molto giovane in termini astronomici. Ciò significa che la stiamo vedendo in una fase primordiale della sua evoluzione ma nel frattempo è possibile che abbia divorato le sue piccole vicine.

Il telescopio spaziale WISE ha permesso di scoprire altre galassie Hot DOG ma la galassia W2246-0526 ha una luminosità quasi doppia di qualsiasi altra galassia conosciuta. Essa potrebbe essere in una fase chiave della sua evoluzione e ciò potrebbe spiegare il suo comportamento estremo anche per quel tipo di oggetti. Le influenze sull’evoluzione galattica e quindi anche sulla formazione stellare sono i motivi per cui ci sono tanti studi sull’attività dei buchi neri supermassicci e possiamo aspettarci che continuino per molto tempo.

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