È un successo il lancio della missione cinese Chang’e 4 con un rover e un lander verso la faccia nascosta della Luna

Il decollo del razzo Long March 3B dà inizio alla missione Chang'e 4. (Foto cortesia Xinhua)
Il decollo del razzo Long March 3B dà inizio alla missione Chang’e 4. (Foto cortesia Xinhua)

Poche ore fa un rover e un lander sono partiti su un razzo vettore Long March 3B dal cosmodromo di Xichang dando inizio alla missione Chang’e 4. Dopo circa mezz’ora, lander e rover, dopo essersi separati con successo dall terzo stadio del razzo sono entrati nell’orbita dove cominceranno una lunga serie di manovre che li porterà nella traiettoria verso la Luna.

Le missioni lunari cinesi sono chiamate Chang’e, come la dea cinese della Luna. A differenza della missione Chang’e 3, iniziata il 1 dicembre 2013, la Chang’e 4 ha lo scopo di portare un lander e un rover sulla faccia nascosta della Luna e precisamente vicino al cratere Von Kármán, in un bacino chiamato Aitken largo oltre 2.500 chilometri creato dall’impatto di un grande meteorite.

La destinazione così diversa rispetto alla missione Chang’e 3 richiederà anche un viaggio più lungo, quasi il doppio dato che ci vorrà quasi un mese per i nuovi lander e rover per l’allunaggio. Lo scopo è compiere uno studio geologico per capire meglio la storia di un’area della Luna ancora poco conosciuta e le differenze tra le due facce della Luna.

Le comunicazioni dirette con la Terra sono impossibili dalla faccia nascosta della Luna. Per questo motivo, il 20 maggio 2018 è stato lanciato il satellite Queqiao, che servirà a fare da ponte radio. È stato necessario lanciarlo con notevole anticipo perché doveva raggiungere il punto lagrangiano L2, un viaggio durato quasi un mese, ed essere testato per assicurarsi che funzioni a dovere.

Assieme al satellite Queqiao sono stati lanciati i due microsatelliti Longjiang-1 e Longjiang-2 per l’osservazione del cielo dall’orbita lunare. Tuttavia, Longjiang-1 ha fallito l’entrata in orbita mentre Longjiang-2 ce l’ha fatta e ha cominciato regolarmente la sua missione.

Il lander contiene anche un esperimento biologico costituito da semi di patate e arabetta comune (Arabidopsis thaliana) assieme a bachi da seta in una piccola serra. Lo scopo è valutare se questi organismi siano in grado di formare una simbiosi stabile biologicamente in cui possano sopravvivere usando l’ossigeno e l’anidride carbonica di cui hanno bisogno.

La missione Chang’e 4 fa parte del programma spaziale cinese, che continua a compiere passi avanti con missioni che utilizzano sonde spaziali e altre con astronauti. Le missioni lunari stanno diventando sempre più complesse e fra un anno potrebbe partirne un’altra che prevede il prelievo di campioni per riportarli sulla Terra. Lo scopo finale è inviare astronauti, o taikonauti come li chiamano i cinesi, sulla Luna.

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