2018

Concetto artistico del passaggio ravvicinato di New Horizons a Ultima Thule (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI/Steve Gribben)

La NASA ha comunicato di aver scelto Ultima Thule come nomignolo per 2014 MU69, l’oggetto della fascia di Kuiper che rappresenta il prossimo obiettivo per la sua sonda spaziale New Horizons. Nei mesi scorsi, il team della missione ha chiesto suggerimenti su Internet e poi ha aperto una votazione permettendo di selezionare il preferito fra i nomignoli selezionati tra le migliaia proposte. Il risultato non è un nome ufficiale, che dev’essere ratificato dalla International Astronomical Union (IAU), perchè non è chiaro se Ultima Thule sia un oggetto unico.

Schema di super-Terre

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la conferma di 15 esopianeti che orbitano attorno a nane rosse. Un team di ricercatori guidati da Teruyuki Hirano dell’Istituto di Tecnologia di Tokyo ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA e successive osservazioni mirate. Un altro articolo sulla stessa rivista si concentra su 3 super-Terre confermate tra cui K2-155d, che potrebbe essere nell’area abitabile del suo sistema.

Nebulosa di Orione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un nuovo studio della Nebulosa di Orione. Una combinazione di osservazioni effettuate con il radiotelescopio ALMA, con il telescopio IRAM da 30 metri e con lo strumento HAWK-I installato sul VLT dell’ESO ha permesso di creare un’immagine unica della Nebulosa di Orione. Si tratta di un’area di spazio in cui ci sono varie nubi molecolari dove concentrazioni di gas danno vita a nuove stelle in processi che possono essere studiati al meglio mettendo assieme i dati raccolti a diverse frequenze elettromagnetiche.

I cicloni al polo nord di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)

Quattro articoli pubblicati sulla rivista “Nature” descrivono altrettante ricerche sul pianeta Giove. Diversi team di ricercatori si sono concentrati su diversi fenomeni in atto usando dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA. Le ricerche riguardano gruppi di enormi cicloni presenti nelle regioni polari di Giove, flussi ventosi che si estendono fino a migliaia di chilometri di profondità, le strisce dell’atmosfera che ruotano a velocità anche molto diverse e le asimmetrie nel campo gravitazionale del pianeta.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il 6 agosto 2014 (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che offre nuovi indizi sulla formazione della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team guidato da Stephen Schwartz dell’Università della Costa Azzurra e dall’Università dell’Arizona ha condotto una serie di simulazioni al computer per studiare la formazione di comete come questa, formata da due lobi espandendo studi precedenti confermandoli e offrendo una spiegazione a certe sue caratteristiche.