2018

Mappa dei raggi gamma ad alta energia (Immagine NASA/DOE/Fermi LAT Collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che indica l’origine in una sorgente anomala di raggi gamma captata per la prima volta nel 2009 dal telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA. Una delle ipotesi riguardava collisioni di particelle di materia oscura ma secondo un team di astronomi si tratta invece di pulsar millisecondo che si trovano nel nucleo della Via Lattea le cui emissioni si sono mescolate nel segnale rilevato da Fermi.

Il cratere Juling (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/ASI/INAF)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Science Advances” descrivono due ricerche connesse in modi diversi ma collegati alla presenza di acqua sul pianeta nano Cerere. Due team di ricercatori, ma con molti membri in comune, guidati da scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a Roma hanno usato osservazioni effettuate dallo spettrometro VIR a bordo della sonda spaziale Dawn della NASA per trovare le prove della presenza di ghiaccio d’acqua nel cratere Juling e per mappare la distribuzione dei carbonati, sali la cui origine è legata alla presenza di acqua liquida, su Cerere.

Concetto artistico del passaggio ravvicinato di New Horizons a Ultima Thule (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI/Steve Gribben)

La NASA ha comunicato di aver scelto Ultima Thule come nomignolo per 2014 MU69, l’oggetto della fascia di Kuiper che rappresenta il prossimo obiettivo per la sua sonda spaziale New Horizons. Nei mesi scorsi, il team della missione ha chiesto suggerimenti su Internet e poi ha aperto una votazione permettendo di selezionare il preferito fra i nomignoli selezionati tra le migliaia proposte. Il risultato non è un nome ufficiale, che dev’essere ratificato dalla International Astronomical Union (IAU), perchè non è chiaro se Ultima Thule sia un oggetto unico.

Schema di super-Terre

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta la conferma di 15 esopianeti che orbitano attorno a nane rosse. Un team di ricercatori guidati da Teruyuki Hirano dell’Istituto di Tecnologia di Tokyo ha usato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA e successive osservazioni mirate. Un altro articolo sulla stessa rivista si concentra su 3 super-Terre confermate tra cui K2-155d, che potrebbe essere nell’area abitabile del suo sistema.

Nebulosa di Orione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un nuovo studio della Nebulosa di Orione. Una combinazione di osservazioni effettuate con il radiotelescopio ALMA, con il telescopio IRAM da 30 metri e con lo strumento HAWK-I installato sul VLT dell’ESO ha permesso di creare un’immagine unica della Nebulosa di Orione. Si tratta di un’area di spazio in cui ci sono varie nubi molecolari dove concentrazioni di gas danno vita a nuove stelle in processi che possono essere studiati al meglio mettendo assieme i dati raccolti a diverse frequenze elettromagnetiche.