2018

Nebulosa di Orione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un nuovo studio della Nebulosa di Orione. Una combinazione di osservazioni effettuate con il radiotelescopio ALMA, con il telescopio IRAM da 30 metri e con lo strumento HAWK-I installato sul VLT dell’ESO ha permesso di creare un’immagine unica della Nebulosa di Orione. Si tratta di un’area di spazio in cui ci sono varie nubi molecolari dove concentrazioni di gas danno vita a nuove stelle in processi che possono essere studiati al meglio mettendo assieme i dati raccolti a diverse frequenze elettromagnetiche.

I cicloni al polo nord di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM)

Quattro articoli pubblicati sulla rivista “Nature” descrivono altrettante ricerche sul pianeta Giove. Diversi team di ricercatori si sono concentrati su diversi fenomeni in atto usando dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA. Le ricerche riguardano gruppi di enormi cicloni presenti nelle regioni polari di Giove, flussi ventosi che si estendono fino a migliaia di chilometri di profondità, le strisce dell’atmosfera che ruotano a velocità anche molto diverse e le asimmetrie nel campo gravitazionale del pianeta.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il 6 agosto 2014 (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che offre nuovi indizi sulla formazione della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team guidato da Stephen Schwartz dell’Università della Costa Azzurra e dall’Università dell’Arizona ha condotto una serie di simulazioni al computer per studiare la formazione di comete come questa, formata da due lobi espandendo studi precedenti confermandoli e offrendo una spiegazione a certe sue caratteristiche.

Concetto artistico di sistema binario con una gigante rossa e una stella di neutroni che le ruba materiali (Immagine NASA/Dana Berry)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di un sistema binario in cui una delle due stelle che lo compongono ha emesso un brillamento a raggi X perché si tratta di una stella di neutroni che ruba materiali alla sua compagna, una gigante rossa. Un team di ricercatori ha usato osservazioni di vari telescopi per studiare l’evento indicato con la sigla IGR J17329-2731 e l’ha definito la nascita di una binaria a raggi X simbiotica.

Concetto artistico di WASP-39b vicino alla sua stella (Immagine NASA, ESA, and G. Bacon (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive uno studio dell’esopianeta WASP-39b. Un team di ricercatori guidato da Hannah Wakeford dell’Università Exeter e dello Space Telescope Science Institute ha usato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer per scoprire le tracce di acqua nell’atmosfera di questo gigante gassoso molto vicino alla sua stella. Questi pianeti sono classificati come gioviani caldi anche se in questo caso le caratteristiche sono paragonabili a quelle di Saturno. La mappa più completa finora creata dell’atmosfera di un esopianeta ha mostrato una quantità notevole d’acqua.