2019

La missione Chandrayaan 2 al lancio su un razzo GSLV Mk-III (Immagine cortesia ISRO)

Poco fa un razzo vettore GSLV Mk-III è decollato dal centro spaziale indiano Satish Dhawan con l’orbiter, il lander Vikram e il rover Pragyaan della missione Chandrayaan 2. Dopo poco più di 16 minuti, i veicoli si sono separati dall’ultimo stadio del razzo per cominciare la serie di manovre che pian piano allungheranno la loro orbita fino a portarli nell’area di influenza della Luna, dove è previsto l’allunaggio di lander e rover il 6 o 7 settembre.

Buzz Aldrin fotografato da Neil Armstrong, visibile nel riflesso nel casco (Foto NASA)

Il 20 luglio 1969 il modulo lunare Eagle della missione Apollo 11 della NASA, partita il 16 luglio, compì il primo allunaggio di una navicella spaziale con astronauti. Il comandante della missione Neil Armstrong e il pilota del modulo lunare Edwin “Buzz” Aldrin parteciparono all’allunaggio e trascorsero poco più di due ore sulla superficie della Luna per raccogliere alcuni campioni che riportarono sulla Terra. Ripartiti dalla Luna, i due astronauti si riunirono a Michael Collins, rimasto in orbita nel modulo di comando Columbia e assieme a lui tornarono sulla Terra il 24 luglio.

Usare giganti rosse per stimare la velocità di espansione dell’universo

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un nuovo tentativo di calcolare la velocità di espansione dell’universo, questa volta utilizzando come riferimento le stelle giganti rosse. Un team di ricercatori coordinati da Carnegie Institution for Science e Università di Chicago e guidato dall’astronoma Wendy Freedman ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble per effettuare quel calcolo. Il risultato ha un picco di probabilità a 69,8 km/s per megaparsec, una via di mezzo tra i valori calcolati usando i due metodi che hanno fornito valori discrepanti.

Una spiegazione alla scarsa presenza di oro e altri elementi rari sulla Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” offre una possibile spiegazione della notevole differenza nella presenza di alcuni elementi chimici sulla Terra e sulla Luna accettando comunque la teoria dell’origine comune in seguito a un impatto con la Terra primordiale. Un team di ricercatori ha eseguito una serie di simulazioni degli impatti che potrebbero essere avvenuti sulla Luna durante la prima fase della sua storia concludendo che la ritenzione degli elementi classificati come altamente siderofili è iniziata 4,35 miliardi di anni fa, all’epoca in cui la maggior parte del magma che copriva la superficie lunare si solidificò.