January 2019

Particolare degli anelli di Saturno (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una misurazione precisa della durata del giorno sul pianeta Saturno. La mancanza di una superficie solida con punti di riferimento e un campo magnetico dalle caratteristiche inusuali avevano impedito misurazioni precise ma ora un team di ricercatori guidato da Christopher Mankovich dell’Università della California Santa Cruz (UCSC) ha compiuto quest’impresa sfruttando i dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini sugli effetti che le vibrazioni all’interno di Saturno provocano sull’oscillazione del suo campo gravitazionale e di conseguenza anche sugli anelli. Il risultato è che il giorno sul pianeta è stato misurato in 10 ore, 33 minuti e 38 secondi.

Prove di piogge di metano al polo nord di Titano, la grande luna di Saturno

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta le prove di piogge su Titano, la più grande delle lune di Saturno. Un team di ricercatori guidati da Rajani Dhingra, dottoranda in fisica all’Università dell’Idaho, ha esaminato immagini catturate dalla sonda spaziale Cassini trovando un’anomalia al polo nord di Titano interpretata come pioggia di metano. Si tratta di un’indicazione dell’inizio dell’estate nell’emisfero settentrionale di questa luna.

Nuove stime di caratteristiche di Saturno includono quella dell'età degli anelli

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sul pianeta Saturno che include un’analisi della sua struttura interna ma anche sulla sua evoluzione, che comprende quella dei suoi anelli. Un team di ricercatori guidato da Luciano Iess del Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale di Sapienza Università di Roma ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini per determinare che i venti su Saturno raggiungono una profondità di circa 9.000 chilometri e che gli anelli si sono formati non più di 100 milioni di anni fa.

Una rara ipernova mostra la possibile morte di una stella molto massiccia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’osservazione di un lampo gamma catalogato come GRB 171205A associato a una supernova catalogata come SN 2017iuk che è stata decine di volte più luminosa di quanto sia in genere quel tipo di evento, tanto da rientrare nella categoria delle ipernove. Un team di astronomi guidato da Luca Izzo dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC) e associato INAF (Istituto Nazionale di astrofisica) che include altri ricercatori dell’INAF ha rilevato per la prima volta interazione tra il getto che ha causato il lampo e gli strati più esterni della stella esplosa. Ciò ha permesso di capire meglio i meccanismi che uniscono ipernove e lampi gamma, connessi a un “bozzolo caldo”.

SN 2015 cp è una rara supernova di tipo Ia

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di una supernova di tipo Ia, catalogata come SN 2015 cp. Un team di astronomi guidati da Melissa Graham dell’Università di Washington ha usato osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble e altri per studiare un sistema binario in cui una stella che potrebbe essere una gigante rossa ha espulso enormi quantità di materiali e una parte ha raggiunto la sua compagna, una nana bianca, provocandone l’esplosione.