K2-288Bb è un interessante esopianeta confermato grazie al progetto Exoplanet Explorers

Concetto artistico di esopianeta K2-288Bb con la sua stella e l'altra nana rossa in lontananza (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Francis Reddy)
Concetto artistico di esopianeta K2-288Bb con la sua stella e l’altra nana rossa in lontananza (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Francis Reddy)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive lo studio dell’esopianeta K2-288Bb, scoperto tra le osservazioni compiute dal telescopio spaziale Kepler della NASA con l’aiuto di astronomi dilettanti grazie al progetto Exoplanet Explorers. Adina Feinstein, una studentessa dell’Università di Chicago e prima autrice dell’articolo, ha presentato i risultati al 223° meeting della Società Astronomica Americana tenuto a Seattle.

La missione del telescopio spaziale Kepler è terminata nell’ottobre 2018 ma ha lasciato un enorme archivio di osservazioni che potranno essere esaminate ancora per molto tempo. Nel corso della sua missione K2, condotta dal 2014 fino alla sua conclusione, è stato programmato per orientarsi in modo da puntare verso nuove aree del cielo all’inizio di ogni campagna di osservazioni della durata di tre mesi. Il cambio di posizione rispetto al Sole era sufficiente ad alterare la forma del telescopio spaziale Kepler, in un modo estremamente piccolo ma comunque significativo per le misurazioni molto precise che doveva effettuare della luminosità delle stelle osservate.

Il software di preparazione dei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler è stato aggiornato nel tempo ma inizialmente i primi giorni di osservazioni di ogni nuova campagna venivano scartati e solo successivamente i dati raccolti sono stati analizzati ma solo parzialmente. Alla fine, quei dati sono stati aggiunti a quelli del programma Exoplanet Explorers.

Negli ultimi anni vari siti web sono nati per ospitare progetti scientifici ai quali comuni cittadini possono collaborare e la piattaforma Zooniverse ne ospita diversi, tra cui Exoplanet Explorers. Software sempre più sofisticati vengono usati per analizzare dati come osservazioni astronomiche permettendo di ottenere risultati molto più rapidi e affidabili ma in certi casi l’occhio umano offre ancora risultati migliori anche se più lenti. Nel caso specifico, i visitatori possono esaminare via Internet immagini astronomiche e segnalare la possibile presenza di esopianeti.

Nel maggio 2017 un possibile esopianeta è stato segnalato da visitatori di Exoplanet Explorers nell’orbita della nana rossa K2-288B, che dista circa 266 anni luce dalla Terra e ha una massa e una dimensione circa un terzo di quelle del Sole. Essa fa parte di un sistema binario assieme a un’altra nana rossa un po’ più grande, circa metà del Sole. L’esopianeta era già tra i candidati trovati da Adina Feinstein assieme a un altro studente, Makennah Bristow dell’Università del North Carolina ad Asheville, e all’astrofisico Joshua Schlieder del Goddard Space Flight Center della NASA. La segnalazione dei visitatori era quella del terzo transito del pianeta di fronte alla sua stella, quello che mancava per confermare la sua esistenza.

A quel punto è stato possibile procedere con osservazioni mirate dell’esopianeta K2-288Bb con altri telescopi e cercare altre informazioni nell’archivio dei dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA, che sta continuando la sua mappatura di stelle e altri oggetti cosmici. Tutto ciò ha permesso di ottenere le prime stime delle caratteristiche di questo pianeta, a cominciare dalle dimensioni, risultati circa 1,9 volte quelle della Terra, circa la metà di quelle di Nettuno. Ciò lo pone in una categoria rara, dato che pochissimi esopianeti conosciuti hanno una dimensione tra 1,5 e 2 volte la Terra.

In sostanza, K2-288Bb risulta essere un esopianeta davvero interessante da studiare per capire meglio certi processi di evoluzione planetaria. Molti astronomi ritengono che vi siano mini-Nettuno che perdono buona parte della loro atmosfera a causa delle radiazioni emesse dalla loro stella finendo per diventare super-Terre. Per capire se K2-288Bb sia una super-Terra o un mini-Nettuno saranno necessarie ulteriori osservazioni.

Questa scoperta mostra che anche persone comuni possono aiutare importanti ricerche astronomiche e conferma che le osservazioni condotte con il telescopio spaziale Kepler continueranno a essere fonte di novità per molto tempo. Il suo successore, il telescopio spaziale TESS, è comunque già attivo e diversi esopianeti sono stati confermati grazie al suo lavoro.

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