Scoperto un possibile anello mancante nella storia della formazione del sistema solare

Rappresentazione artistica di un planetesimo (Immagine cortesia Ko Arimatsu / NAOJ)
Rappresentazione artistica di un planetesimo (Immagine cortesia Ko Arimatsu / NAOJ)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di un planetesimo, cioè un oggetto del tipo che probabilmente ha formato pianeti, pianeti nani e asteroidi, con un raggio stimato in circa 1,3 chilometri nella fascia di Kuiper. Un team guidato da Ko Arimatsu del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha usato due telescopi amatoriali da 28 cm usando la tecnica dell’occultazione in un monitoraggio durato 60 ore. L’analisi dei dati ha rivelato quello che sembra essere un planetesimo la cui presenza è da tempo prevista dai modelli di formazione planetaria ma non era mai stato individuato.

La fascia di Kuiper è un’area del sistema solare dove secondo gli astronomi ci sono resti del sistema solare primordiale perciò il loro studio può offrire nuove informazione sulla formazione dei pianeti e degli altri oggetti più piccoli. Il comunicato stampa del NAOJ la chiama fascia di Edgeworth-Kuiper, una variante che tiene conto anche del contributo di Kenneth Edgeworth, che ne ipotizzò l’esistenza già nel 1943.

Secondo la teoria maggiormente supportata, i pianeti e gli oggetti più piccoli si sono formati tramite una crescita progressiva partendo dalla polvere che in origine formava un disco protoplanetario. Lontano dal Sole quei materiali sono rimasti più dispersi e, a dispetto di varie ipotesi e ricerche, non ci sono al momento prove certe che vi siano pianeti oltre Nettuno mentre potrebbero esserci molti pianeti nani e oggetti più piccoli in notevoli quantità.

A quelle distanze dal Sole le probabilità che quegli oggetti siano stati alterati nel corso degli ultimi miliardi di anni sono molto inferiori rispetto agli asteroidi nel sistema solare interno, dove non solo ci sono maggiori probabilità di collisioni ma le radiazioni solari possono avere effetti molto maggiori, soprattutto su composti ghiacciati.

Per questo motivo gli oggetti della fascia di Kuiper sono così interessanti e la missione della sonda spaziale New Horizons della NASA è così entusiasmante. Finora, essa ha compiuto un volo ravvicinato al pianeta nano Plutone e all’oggetto soprannominato Ultima Thule, un asteroide già piuttosto grande dato che la lunghezza dagli estremi dei suoi due lobi è attorno ai 45 chilometri. Tuttavia, la teoria prevedeva che esistessero planetesimi, oggetti con un raggio attorno al chilometro e ora sembra che uno di essi sia stato scoperto.

L’indagine chiamata OASES (Organized Autotelescopes for Serendipitous Event Survey) portata avanti dal team di Ko Arimatsu usa due telescopi amatoriali installati sul tetto di una scuola sull’isola giapponese di Miyako. Lì sono state osservate circa 2.000 stelle nel corso di un totale di 60 ore nella speranza di scoprire un occultamento, il termine tecnico per descrivere in queto caso il passaggio di un oggetto di fronte a una stella. Analizzando i dati, il team ha scoperto una leggera diminuzione della luminosità di una delle stelle osservate compatibile con il passaggio di fronte a essa di un oggetto della fascia di Kuiper con un raggio di circa 1,3 chilometri.

Ko Arimatsu ha spiegato che il suo team aveva a disposizione solo un piccolo budget, inferiore allo 0,3% del budget dei grandi progetti internazionali. Nonostante ciò sono riusciti a trovare un planetesimo davvero piccolo. Se questa scoperta verrà confermata, si tratta di una conferma dell’esistenza di oggetti con un raggio vicino al chilometro, un anello mancante nella storia della formazione del sistema solare. I ricercatori continueranno a monitorare la fascia di Kuiper con la speranza di scoprire altri oggetti anche più lontani, fino alla nube di Oort.

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