Le rocce attorno al Monte Sharp su Marte sono più porose del previsto

Il Mars Rover Curiosity e il Moon Rover della missione Apollo 17 (Immagine NASA/JPL-Caltech)
Il Mars Rover Curiosity e il Moon Rover della missione Apollo 17 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta un uso ingegnoso degli accelerometri e dei giroscopi del Mars Rover Curiosity per stimare la densità delle rocce sotto il Cratere Gale. Un team di scienziati ha esaminato i dati raccolti nel corso degli anni da quegli strumenti per valutare la forza di gravità dove è passato Curiosity ottenendo misurazioni più basse del previsto. Ciò suggerisce che in quell’area le rocce sono molto porose e meno compatte di quanto gli scienziati pensassero.

Nel corso della sua missione, il Mars Rover Curiosity è risalito pian piano sul Monte Sharp, al centro del Cratere Gale. Gli scienziati stanno cercando di ricostruire la varie fasi dell’evoluzione di quel territorio, dai laghi primordiali al riempimento con sedimenti, ma non è ancora chiaro quanti sedimenti si siano depositati e bisogna tener conto dell’erosione causata dai venti. L’idea è che i materiali che si sono depositati nel corso di molti milioni di anni abbiano lentamente compresso il terreno, compattandolo, ma ci sono discussioni su questi argomenti.

Mentre il Mars Rover Curiosity risaliva il Monte Sharp, la forza di gravità che avvertiva è cambiata nel tempo, anche se in modo limitato. Curiosity non ha strumenti specifici che possano fornire misure dirette di questi cambiamenti ma è dotato di accelerometri e giroscopi utili per orientarlo in modo accurate ma anche per puntare con precisione i suoi strumenti e la sua antenna. Questi strumenti sono analoghi a quelli usati negli smartphone ad esempio per ruotare l’ambiente operativo quando l’utente ruota l’apparecchio e i sensori hanno registrato anche l’accelerazione di gravità lungo il percorso dove è passato il rover. In questa ricerca sono state considerate le rilevazioni in 700 punti.

L’uso degli accelerometri del Mars Rover Curiosity è stato paragonato a quello del gravimetro Traverse Gravimeter Experiment (TGE) costruito per la missione Apollo 17 proprio per rilevazioni gravitazionali, in quel caso condotte sulla Luna. All’epoca, lo strumento venne usato nella valle Taurus-Littrow, dove lo strumento venne trasportato su un rover lunare che si fermò in varie aree per effettuare un totale di 25 misurazioni.

Nel caso del Mars Rover Curiosity, i dati raccolti dagli accelerometri hanno fornito risultati sorprendenti. Essi infatti suggeriscono che gli strati inferiori del Monte Sharp siano stati compattati da materiali per uno spessore che va da 1 a 2 chilometri, molto meno rispetto a quelli che ci si aspetterebbe se il cratere fosse stato riempito completamente.

L’immagine in basso (Cortesia Keven Lewis. Tutti i diritti riservati) mostra il percorso del Mars Rover Curiosity mentre risale sul Monte Sharp e in alto i valori della forza di gravità misurata, indicata dalla linea continua, e i valori che ci sarebbero senza la presenza del Monte Sharp, indicati dalla linea tratteggiata. Le differenze tra i due valori hanno permesso di calcolare la densità delle rocce.

L’uso ingegnoso degli accelerometri del Mars Rover Curiosity ha riservato una nuova sorpresa riguardo alle caratteristiche del Monte Sharp. Questo studio aiuta a capire meglio i processi che hanno portato allo stato attuale della montagna e del cratere Gale, molto utile per capire la storia di Marte dai tempi in cui era più simile alla Terra al collasso climatico che l’ha trasformato in un deserto fino ad arrivare alla sua situazione odierna.

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