Tracce di un antichissimo sistema di laghi sotterranei su Marte

Bacino su Marte che poteva ospitare un lago (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)
Bacino su Marte che poteva ospitare un lago (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research – Planets” riporta prove geologiche che sul pianeta Marte anticamente c’era un sistema di laghi sotterranei interconnessi e cinque di essi potevano contenere minerali fondamentali per la vita. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA per studiare quelli che oggi sono bacini, profondi crateri nell’emisfero settentrionale del pianeta rosso, trovando le prove che anticamente ospitavano laghi.

Negli ultimi anni sono state condotte molte ricerche per ricostruire la storia del pianeta Marte che mostrano come fosse molto più simile alla Terra quand’era giovane. Generalmente una ricerca si concentra su una certa area per studire le tracce geologiche lasciate da flussi d’acqua liquida che vi scorreva oltre 3,5 miliardi di anni fa ma occasionalmente le ricerche abbracciano vasti territori. In questo caso, si tratta di 24 crateri che hanno una profondità di 4.000 metri e oltre rispetto al livello arbitrario equivalente al livello del mare terrestre.

Francesco Salese dell’Università olandese di Utrecht, primo autore di questa ricerca, ha spiegato che lui e i suoi colleghi hanno trovato le prime prove geologiche di un’antica presenza su vasta scala di acque sotterranee su Marte. Lo studio di questi crateri ha infatti mostrato caratteristiche che possono essere state formate solo in presenza d’acqua.

Questo tipo di cratere si forma attraverso un’evoluzione che parte da un bacino pieno d’acqua con canali, valli e litorali del tipo che poteva esistere quando Marte era giovane. Quattro miliardi di anni fa aveva un campo magnetico che proteggeva la sua atmosfera dal vento solare ma è un pianeta con dimensioni circa metà di quelle della Terra che si è raffreddato in modo relativamente rapido perdendo quello scudo e pian piano la sua atmosfera è stata erosa portando al collasso climatico. Ciò ha avuto forti effetti anche sull’acqua: parte di essa è evaporata quando la pressione atmosferica è scesa facendo calare il livello d’acqua nei bacini influenzando anche le loro caratteristiche geologiche. Alla fine, sono rimasti crateri senz’acqua che sono stati erosi.

Gli antichi livelli d’acqua si allineano con i litorali proposti per il possibile oceano che forse esisteva su Marte all’epoca. Secondo Gian Gabriele Ori dell’Università D’Annunzio, un altro degli autori di questa ricerca, quest’oceano era forse connesso a un sistema di laghi sotterranei che poteva essere presente sull’intero pianeta circa 3,5 miliardi di anni fa.

In cinque dei crateri esaminati sono state trovate tracce di argille, carbonati e silicati, composti collegati alla nascita della vita sulla Terra, una nuova conferma che Marte era un pianeta ospitale per possibili forme di vita simili a quelle terrestri. L’ESA sta indagando anche con la missione ExoMars, che sta portando avanti assieme all’agenzia spaziale russa Roscosmos e prevede il lancio di un nuovo rover nel 2020 per compiere rilevazioni sul posto nella speranza di trovare qualche nuovo indizio. Il Trace Gas Orbiter, una sonda spaziale della missione ExoMars, sta già studiando Marte dall’orbita. In sostanza, nuove informazioni continuano a essere raccolte e molte altre ne verranno raccolte per ricostruire la storia di Marte e cercare di capire se abbia mai ospitato forme di vita.

Distribuzione degli antichi laghi, indicati dai punti rossi (Immagine Topography: NASA/MGS/MOLA; Crater distribution: F. Salese et al (2019))
Distribuzione degli antichi laghi, indicati dai punti rossi (Immagine Topography: NASA/MGS/MOLA; Crater distribution: F. Salese et al (2019))

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