La navicella spaziale SpaceX Crew Dragon è partita per il suo primo test SpX-DM1

La navicella spaziale Crew Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 nel test SpX-DM1 (Immagine NASA TV)
La navicella spaziale Crew Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 nel test SpX-DM1 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione SpX-DM1 (SpaceX Demonstration Mission 1) o SpaceX Demo-1. Dopo circa undici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per compiere la sua missione. Si tratta del primo test della navicella spaziale Crew Dragon con un viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale e ritorno. In questo caso non c’è nessuno a bordo ma se tutto andrà bene nel prossimo lancio ci sarà il primo trasporto di astronauti.

Nel settembre 2014 la NASA annunciò di aver selezionato i progetti di Boeing e SpaceX per la nuova fase di sviluppo di navicelle spaziali per il trasporto di astronauti. Il contratto chiamato Commercial Crew Transportation Capability (CCtCap) prevedeva il completamento delle navicelle con l’idea iniziale di arrivare al trasporto di astronauti nel 2017. A causa di una serie di ritardi solo ora stanno cominciando i test e se tutto andrà bene nel corso del 2019 potrebbero cominciare i primi lanci di astronauti sulle nuove navicelle spaziali private.

La navicella spaziale Crew Dragon è una versione di quella che era stata chiamata Dragon 2 o V2 dotata dei sistemi necessari al trasporto di esseri umani. La Dragon 2 nella versione per il trasporto di carichi, chiamata Cargo Dragon 2, sostituirà il cargo spaziale attualmente usato da SpaceX probabilmente con l’inizio del nuovo contratto di trasporto di carichi verso la Stazione Spaziale Internazionale e ritorno.

La navicella spaziale Crew Dragon è stata progettata per trasportare fino a sette persone ma è stato deciso di usarla per non più di quattro persone. In questo modo, la NASA potrà inviare carichi limitati anche assieme agli astronauti. Nella missione SpX-DM1 ci saranno alcuni carichi per un totale di poco meno di 200 kg ma al posto degli esseri umani ci sarà un Anthropomorphic Test Device (ATD), una versione dei manichini per i crash test usati per testare le automobili dotato di sensori che registreranno le sollecitazioni che sopporterà nel corso del viaggio. Quest’ATD, che indossa la tuta spaziale sviluppata da SpaceX, è stato soprannominato Ripley, come la protagonista della saga di Alien.

Ripley nella Crew Dragon (Foto cortesia SpaceX)
Ripley nella Crew Dragon (Foto cortesia SpaceX)

Nelle missioni di rifornimento i cargo spaziali impiegano 2-3 giorni per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale perché le manovre da compiere hanno più margini per poter essere corrette in caso di problemi. Nel trasporto di astronauti si cerca di rendere il viaggio il più breve possibile e la missione SpX-DM1, pure senza equipaggio a bordo, impiegherà poco più di un giorno per l’arrivo. Domani, al mezzogiorno italiano, la Crew Dragon raggiungerà la Stazione e un’altra differenza rispetto al cargo spaziale è che non verrà catturata dal braccio robotico Canadarm2 ma attraccherà direttamente all’International Docking Adapter (IDA) installato nell agosto 2016. Quando sarà l’ora di compiere reali missioni, la Crew Dragon rimarrà attraccata fino a 210 giorni, per questo test il ritorno è previsto per l’8 marzo.

La navicella spaziale Crew Dragon durante i preparativi (Foto cortesia SpaceX)
La navicella spaziale Crew Dragon durante i preparativi (Foto cortesia SpaceX)

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