March 2019

Concetto artistico di sistema stellare con pianeti come trottole (Immagine NASA/JPL-Caltech, Sarah Millholland)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” offre una soluzione a un mistero riguardante una configurazione delle orbite di coppie di esopianeti scoperte nel corso degli anni dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Secondo Sarah Millholland e Gregory Laughlin dell’Università americana di Yale l’obliquità, cioè l’inclinazione tra l’asse di questi pianeti e la loro orbita, è un elemento chiave per spiegare perché quelle orbite si trovano appena fuori dei naturali punti di equilibrio.

La navicella spaziale Crew Dragon si avvicina alla Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale compiendo la prima parte della sua missione SpX-DM1 (SpaceX Demonstration Mission 1) o SpaceX Demo-1 iniziata ieri con il suo lancio. L’apertura del portello è prevista per le 14.45 italiane e tutti i lavori riguardanti la Crew Dragon verranno compiuti piuttosto velocemente dato che la sua partenza è prevista per l’8 marzo.

La navicella spaziale Crew Dragon al decollo su un razzo Falcon 9 nel test SpX-DM1 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon è partita su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral nella missione SpX-DM1 (SpaceX Demonstration Mission 1) o SpaceX Demo-1. Dopo circa undici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per compiere la sua missione. Si tratta del primo test della navicella spaziale Crew Dragon con un viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale e ritorno. In questo caso non c’è nessuno a bordo ma se tutto andrà bene nel prossimo lancio ci sarà il primo trasporto di astronauti.

Bacino su Marte che poteva ospitare un lago (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research – Planets” riporta prove geologiche che sul pianeta Marte anticamente c’era un sistema di laghi sotterranei interconnessi e cinque di essi potevano contenere minerali fondamentali per la vita. Un team di ricercatori ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA per studiare quelli che oggi sono bacini, profondi crateri nell’emisfero settentrionale del pianeta rosso, trovando le prove che anticamente ospitavano laghi.