May 2019

Nuovi indizi sull'origine dei lampi radio veloci in stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio dei dati relativi a 43 lampi radio veloci che offre nuovi indizi della loro origine in stelle di neutroni. Un team di ricercatori italiani associati INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato osservazioni compiute con i radiotelescopi ASKAP e Parkes adattando un test degli anni ’60 per cercare di stabilire la loro distribuzione confrontandola con quella delle stelle. I risultati hanno riservato qualche sorpresa e non sono conclusivi ma è stato offerto un metodo che potrebbe essere la chiave per risolvere il mistero con certezza.

Un possibile oceano sotterraneo su Plutone potrebbe essere protetto da uno strato isolante

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta i risultati di uno studio delle condizioni che potrebbero permettere la presenza di un oceano sotto la superficie del pianeta nano Plutone. Un team di ricercatori ha analizzato tramite simulazioni al computer la possibilità che sotto l’area a forma di cuore chiamata Sputnik Planitia esista uno strato di gas idrati della classe conosciuta come clatrati formati da acqua e gas naturali che funge da isolante permettendo che lo strato sotto di essi rimanga abbastanza caldo da mantenere l’acqua allo stato liquido.

La galassia NGC 4485 alterata da uno scontro cosmico

Una nuova immagine catturata dagli strumenti Wide Field Camera 3 (WFC3) e Advanced Camera for Surveys (ACS) del telescopio spaziale Hubble ritrae la galassia NGC 4485. Si tratta di una galassia irregolare, il che significa che la sua forma non rientra tra quelle normali per le galassie, una conseguenza del suo passaggio attraverso una vicina molto più grande, NGC 4490, che ha alterato l’equilibro al suo interno e tra le altre cose anche dando inizio alla formazione di nuove stelle.

L'immagine di Ultima Thule sulla copertina di Science (Immagine NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute/Roman Tkachenko)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta i risultati iniziali dell’esplorazione dell’oggetto della Fascia di Kuiper 2014 MU69 soprannominato Ultima Thule da parte della sonda spaziale New Horizons della NASA. Non ci sono particolari sorprese dopo quelle arrivate grazie alle prime immagini inviate sulla Terra ma quelle successive ad alta risoluzione assieme a dati spettrometrici e ad altri dati inviati hanno permesso di mettere assieme qualche dettaglio in più sulle sue caratteristiche da parte del team della missione.

La formazione del sistema di Orion Source I ha punti di contatto con quella del sistema solare

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la mappatura del monossido di alluminio in una nube attorno alla giovane stella Orion Source I. Un team guidato da Shogo Tachibana dell’università di Tokyo ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare il disco protoplanetario attorno alla stella scoprendo quella molecola in una nube di limitata distribuzione, il che suggerisce che nella sua forma gassosa essa condensa rapidamente per formare granelli solidi. Si tratta di una scoperta interessante perché il monossido di alluminio è stato scoperto in meteoriti come quello conosciuto come meteorite Allende e ciò suggerisce che vi siano punti in comune tra la storia del sistema solare e quella del sistema di Orion Source I.