L’asteroide 1999 KW4 fotografato dallo strumento SPHERE


L’ESO ha pubblicato fotografie dell’asteroide 1999 KW4 scattate usando lo strumento SPHERE montato sul VLT in Cile. Ciò fa parte di una campagna di osservazioni coordinata dalla rete International Asteroid Warning Network (IAWN), che ha seguito le raccomandazioni dell’ONU per organizzare il controllo di asteroidi potenzialmente pericolosi. 1999 KW4 è passato a 5,2 milioni di chilometri dalla Terra il 25 maggio 2019, una distanza assolutamente di sicurezza ma è stata una buona occasione per valutare la possibilità di tenere d’occhio la traiettoria di quello che in effetti è un asteroide doppio usando anche uno strumento progettato per fotografare esopianeti.

L’asteroide 1999 KW4, la cui sigla completa è (66391) 1999 KW4, è stato scoperto il 20 maggio 1999 dal progetto Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR). Appartiene alla classe Aten, un gruppo di NEO (Near-Earth Object, oggetti vicini alla Terra) il cui semiasse maggiore è inferiore alla distanza media tra la Terra e il Sole. La sua orbita attraversa quella di Venere e Mercurio dato che raggiunge una distanza minima dal Sole che è solo il 20% di quella media della Terra dal Sole. Ha un diametro medio di circa 1,3 chilometri e il suo anno dura circa 188 giorni terrestri.

Una peculiarità dell’asteroide 1999 KW4 è stata notata nel 2000 e ha fatto sospettare che avesse una luna. Ciò è stato confermato nel 2001 grazie a successive osservazioni radar compiute al radiotelescopio di Arecibo. Catalogata come S/2001 (66391) 1, questa luna ha un diametro medio di circa 360 metri e orbita attorno a 1999 KW4 a una distanza di circa 2,6 chilometri con un periodo orbitale di circa 16 ore.

Almeno per il futuro prossimo l’asteroide 1999 KW4 non costituirà un pericolo per la Terra ma il suo passaggio ravvicinato ha rappresentato un’opportunità di studio e di verifica del coordinamento dei vari enti che collaborano alla vigilanza sugli asteroidi. Conoscere le caratteristiche di questi oggetti può fornire nuove informazioni per capirne la pericolosità e in futuro anche per capire se contengano elementi e composti utili da andare a prelevare in operazioni minerarie spaziali. L’ESO ha aderito alla campagna di osservazioni con il Very Large Telescope (VLT), che tra i suoi strumenti ha SPHERE, attivato nel giugno 2014 per fotografare esopianeti.

Le osservazioni dell’asteroide 1999 KW4 sono state difficili, il che può sembrare strano trattandosi di uno strumento usato per fotografare pianeti ad anni luce di distanza. Il problema era dato dalla velocità di 1999 KW4, superiore ai 70.000 km/h. Anche le condizioni meteo instabili hanno contribuito alla difficoltà dell’impresa ma alla fine Diego Parraguez, che ha guidato il puntamento del VLT, è riuscito a centrare il bersaglio.

Le immagini corrette grazie all’ottica adattiva dello strumento SPHERE hanno mostrato l’asteroide 1999 KW4 e la sua luna come due oggetti distinti. Si tratta di uno dei pochissimi strumenti in grado di ottenere immagini abbastanza nitide da distinguerli. Appaiono ancora come due macchie luminose nello sfondo buio nell’immagine dell’ESO che li ritrae a fianco di una loro rappresentazione artistica ma ciò rappresenta un progresso nello studio di un asteroide di tipo NEO, anche per il risultato positivo dell’uso di uno strumento progettato per tutt’altre osservazioni.

Gli astronomi hanno notato una somiglianza con un altro asteroide doppio, Didymos e la sua luna Didymoon. Essi sono stati selezionati per una missione doppia, dato che una fase verrà compiuta dalla NASA con l’impatto della sonda spaziale DART su Didymoon per cercare di alterarne l’orbita e una dall’ESA con la sonda spaziale Hera che studierà i due asteroidi.

Per qualche giorno ancora l’asteroide 1999 KW4 sarà visibile anche con telescopi amatoriali. In futuro altri asteroidi passeranno ben più vicini alla Terra e se ne parlerà il 30 giugno, la data scelta per il cosiddetto Asteroid Day, un evento globale supportato dall’ONU per sensibilizzare la popolazione riguardo ai potenziali pericoli degli asteroidi. L’ESO è uno degli enti impegnati nel miglioramento della sorveglianza dei cieli, in attesa di avere difese efficaci.

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