È stato attivato lo strumento NEAR per cercare pianeti nel sistema di Alpha Centauri

Lo strumento NEAR (Foto ESO/ NEAR Collaboration)
Lo strumento NEAR (Foto ESO/ NEAR Collaboration)

Lo strumento NEAR (Near Earths in the AlphaCen Region) montato sul VTL dell’ESO in Cile ha visto la cosiddetta prima luce, cioè ha compiuto la sua prima osservazione dopo essere stato attivato. Questo strumenti è progettato per individuare esopianeti nel sistema di Alpha Centauri, formato da due stelle che, assieme alla compagna più lontana e più piccola Proxima, sono le più vicine al Sole a una distanza di circa 4,3 anni luce. L’ESO ha collaborato a questo progetto con il programma Breakthrough Watch.

Le due stelle principali del sistema di Alpha Centauri hanno dimensioni simili a quelle del Sole ma finora un esopianeta è stato scoperto solo in orbita attorno a Proxima, che è una nana rossa e, nonostante le dimensioni ridotte, emette potenti brillamenti. Alpha Centauri A e Alpha Centauri B sono vicine tra loro e non è chiaro se un pianeta potrebbe orbitare attorno ad esse in modo stabile.

Nonostante i dubbi, il sistema di Alpha Centauri è stato oggetto di molti studi e di progetti per l’invio di sonde spaziali. Starshot è uno di quei progetti, annunciato nell’aprile 2016 dall’imprenditore russo Yuri Milner come parte di Breakthrough Initiatives, che include anche Breakthrough Watch. La collaborazione con l’ESO e con altri enti di varie nazioni ha portato al progetto di NEAR, un coronografo a infrarossi termici che ha lo scopo di bloccare la maggior parte della luce che arriva da una stella e di catturare la luce infrarossa emessa da un esopianeta.

Lo strumento NEAR è stato installato su uno dei quattro telescopi da 8 metri di diametro del VLT (Very Large Telescope), quello identificato come UT4. Ciò ha significato un aggiornamento e una modifica a uno strumento già esistente, VISIR (VLT Imager and Spectrometer for mid-Infrared), per ottimizzarne la sensibilità agli infrarossi associati a esopianeti potenzialmente abitabili. La conseguenza è che potrà cercare tracce termiche simili a quelle della Terra, che assorbe energia dal Sole e la emette nel campo degli infrarossi termici. Un coronografo che blocca la luce della stella osservata e l’ottica adattiva sono soluzioni già usate per un altro strumento del VLT per studiare esopianeti, SPHERE, attivato nel giugno 2014. NEAR usa anche nuove strategie per ridurre il rumore e consentono di passare da una stella all’altra entro 100 millisecondi.

Oggi si conclude la prima campagna di osservazioni del sistema di Alpha Centauri con lo strumento NEAR. Gli astronomi prevedono che un esopianeta di dimensioni almeno doppie della Terra sia rilevabile, l’analisi dei dati raccolti dirà loro se sono state trovate tracce corrispondenti a pianeti. Pianeti più piccoli potrebbero sfuggire alle rilevazioni perciò la mancanza di tracce non significherebbe la certezza che le due stelle non abbiano pianeti.

C’è grande interesse per i risultati di questa ricerca sul sistema stellare più vicino al Sole. Negli anni scorsi c’erano stati alcuni annunci della possibile individuazione di esopianeti nel sistema di Alpha Centauri ma sono rimasti senza conferme. La speranza è di scoprire un pianeta roccioso nell’area abitabile del sistema ma anche se ci fosse la distanza sarebbe comunque troppo elevata per arrivarci in tempi brevi.

Il Very Large Telescope (VLT) (Foto A. Ghizzi Panizza/ESO)
Il Very Large Telescope (VLT) (Foto A. Ghizzi Panizza/ESO)

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