Una nuova rilevazione di metano su Marte dal Mars Rover Curiosity

Il cratere Gale (Immagine NASA/JPL-Caltech/ESA/DLR/FU Berlin/MSSS)
Il cratere Gale (Immagine NASA/JPL-Caltech/ESA/DLR/FU Berlin/MSSS)

Il Mars Rover Curiosity della NASA ha rilevato la presenza di metano su Marte. L’agenzia non ha ancora annunciato ufficialmente l’evento ma il New York Times ha pubblicato le informazioni ottenute. La rilevazione è avvenuta mercoledi 19 giugno e ricevuta dalla NASA il giorno dopo. Venerdi gli scienziati della missione Curiosity hanno discusso la novità riorganizzando le attività del weekend per compiere un esperimento mirato. Anche se non ci sono prove che è stato prodotto da processi biologici, le rilevazioni di metano su Marte sono sempre di grande interesse per gli scienziati.

Non è la prima volta che il Mars Rover Curiosity rileva metano su Marte, in qualche area del cratere Gale, dove ha lavorato nei quasi sette anni ormai trascorsi sul pianeta rosso. Nel 2013 aveva rilevato un picco che aveva raggiunto le 7 parti per miliardo, durato almeno due mesi ma secondo le informazioni trapelate la rilevazione di mercoledi scorso è di 21 parti per miliardo. Potrebbe essere un risultato preliminare stando alla dichiarazione riportata dal New York Times attribuita a Marco Giuranna dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), parte del team della missione Mars Express dell’ESA, che ha lavorato anche sul problema del metano e ha guidato un team che ha compiuto una ricerca sull’argomento, pubblicata nell’aprile 2019 sulla rivista “Nature Geoscience”.

Sembra infatti che questa nuova rilevazione sia stata discussa dagli scienziati della missione Curiosity con i loro colleghi della missione Mars Express e della missione della sonda spaziale Trace Gas Orbiter (TGO) di ESA e Roscosmos, parte del programma ExoMars, che invece non ha ancora rilevato picchi di metano in oltre due anni e mezzo di missione. Mars Express è passata sopra il cratere Gale lo stesso giorno in cui il Mars Rover Curiosity ha compiuto la sua rilevazione perciò è possibile che anche la sonda spaziale dell’ESA abbia rilevato qualcosa ma ci sono molti dati da elaborare perciò ci vorranno giorni per ottenre le prime risposte. L’esperienza accumulata nell’analisi dei dati relativi alle rilevazioni del 2013 potrebbe aiutare a offrire risposte più complete.

Gli scienziati che lavorano alle varie missioni coinvolte nelle rilevazioni di metano su Marte sono sempre molto eccitati da questi eventi ma allo stesso tempo molto cauti. Basta una notizia non ufficiale perché tra i vari media qualcuno annunci la possibile scoperta di forme di vita sul pianeta rosso. Esistono processi geologici che potrebbero aver prodotto il metano e capire da dove sia stato emesso aiuterebbe a stabilire quale processo l’abbia originato. Anche se fosse stato prodotto da processi biologici, è possibile che ciò sia avvenuto in un’epoca remota e che il gas sia rimasto imprigionato nel sottosuolo per poi venire rilasciato occasionalmente.

Ci sono ancora molte domande sulla presenza di metano su Marte e anche su questa nuova rilevazione, tanto che gli scienziati della NASA vogliono avere più dati prima di rilasciare annunci ufficiali. Solo quando il team della missione Curiosity ma anche quello della missione Mars Express avranno analizzato i dati rilevati potranno vedere se sono stati compiuti progressi nel capire l’origine del metano rilevato.

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