October 2019

Concetto artistico di pianeta molto vicino alla sua stella (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta lo studio di esopianeti che orbitano attorno a due stelle giganti rosse: HD 212771 e HD 203949. Un team di ricercatori guidato da Tiago Campante dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço (IA) dell’Università di Lisbona, in Portogallo, ha applicato la tecnica dell’astrosismologia a osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA. Il risultato è stato sorprendente nel caso del sistema di HD 203949 perché il pianeta non è stato inghiottito dalla stella nel corso della sua espansione pur orbitando molto vicino ad essa.

L'asteroide Igea è sferico e potrebbe essere riclassificato come pianeta nano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio dell’asteroide Igea che ne mostra la forma approssimativamente sferica, uno dei requisiti per essere catalogato come pianeta nano. Un team di ricercatori guidato da Pierre Vernazza del Laboratoire d’Astrophysique di Marsiglia, in Francia, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT dell’ESO in Cile per ottenere immagini dettagliate di uno degli oggetti più grandi della fascia di asteroidi tra Marte e Giove. Se Igea venisse riclassificato, si tratterebbe del più piccolo pianeta nano con un diametro che è meno di metà di quello di Cerere.

Una mappa dei quattro ammassi galattici che si stanno fondendo in Abell 1758

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su Abell 1758, un quadruplo ammasso galattico formato da due coppie che sono in diverse fasi di fusione. Un team di ricercatori ha usato l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altri telescopi per mappare questo gigantesco insieme di galassie. Ogni coppia è formata da centinaia di galassie avvolte in enormi quantità di gas caldo e di materia oscura invisibile. Queste osservazioni accurate aiuteranno a valutare meglio quanto ci vorrà perché avvengano le fusioni nelle due coppie di ammassi, le quali in futuro si fonderanno a loro volta formando un superammasso che costituirà uno dei più massicci oggetti dell’universo.

Concetto artistico di collisione planetaria nel sistema BD +20 307 (Immagine NASA/SOFIA/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta unno studio del sistema binario BD +20 307 nel quale è stata rilevata la presenza di polveri troppo calde per essere l’equivalente della fascia di Kuiper perciò sono state interpretate come resti di una collisione planetaria. Un team di ricercatori guidato da Maggie Thompson dell’Università della California a Santa Cruz ha usato il telescopio volante SOFIA per rilevare le emissioni infrarosse, che sono aumentate nel corso del tempo.

Jeff Bezos durante il suo annuncio (Foto cortesia Blue Origin. Tutti i diritti riservati)

Ieri, all’International Astronautical Congress 2019 in corso a Washington, D.C., Jeff Bezos, il fondatore di Blue Origin, ha annunciato un’alleanza della sua azienda con altri giganti del campo aerospaziale per collaborare nel programma Artemis della NASA e riportare esseri umani sulla Luna entro il 2024. Alla base della soluzione proposta, chiamata Human Landing System, c’è il lander lunare Blue Moon presentato dallo stesso Bezos nel maggio 2019.