La cometa interstellare 2I/Borisov sembra avere acqua in grandi quantità

La cometa interstellare 2I/Borisov vista da Hubble (Immagine NASA, ESA, D. Jewitt (UCLA))
La cometa interstellare 2I/Borisov vista da Hubble (Immagine NASA, ESA, D. Jewitt (UCLA))

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la rilevazione di quelle che sono state interpretate come tracce di acqua emessa dalla cometa interstellare 2I/Borisov. Un team di ricercatori guidato da Adam McKay del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato l’Apache Point Observatory in New Mexico per studiare la luce riflessa dalla cometa rilevando la “firma” dell’ossigeno in gran quantità. La spiegazione più probabile per la presenza di quest’elemento è che la luce ultravioletta proveniente dal Sole abbia spezzato le molecole d’acqua emesse in ossigeno e idrogeno.

La cometa 2I/Borisov, inizialmente designata come C/2019 Q4, è stata scoperta il 30 agosto 2019 dall’astrofilo Gennady Borisov. Dopo alcune osservazioni, i dati relativi alla sua orbita hanno cominciato a suggerire la sua origine interstellare, confermata da successive osservazioni mirate.

I primi studi della cometa 2I/Borisov hanno permesso di rilevare alcune molecole come quelle di carbonio e di cianuro. Uno studio più generale ha indicato che essa è simile alle comete del sistema solare, ma quanto? Siamo abituati a considerare la presenza di acqua in abbondanza come parte della natura delle comete ma non possiamo darlo per scontato nello studio di una cometa interstellare perciò Adam McKay, con la collaborazione di Anita Cochran, Neil Dello Russo e Michael DiSanti, ha provato a cercare prove della presenza di acqua su quest’oggetto.

Varie fotografie della cometa interstellare 2I/Borisov, compresa quella finora più chiara scattata dal telescopio spaziale Hubble il 12 ottobre a una distanza di circa 420 milioni di chilometri dalla Terra, hanno mostrato che essa è attiva, con una chioma a circondare il nucleo e una coda.

Adam McKay e i suoi collaboratori hanno osservato la cometa 2I/Borisov con il telescopio da 3,5 metro ARC all’Apache Point Observatory dell’Astrophysical Research Consortium (ARC) usando in particolare lo strumento ARCES (ARC Echelle Spectrometer) per analizzare lo spettro della luce proveniente da 2I/Borisov. Il risultato dell’analisi è che lo spettro mostra le emissioni dell’ossigeno in gran quantità.

Secondo i ricercatori, l’ossigeno deriva da molecole di vapore acqueo emesse dalla cometa 2I/Borisov durante la sua attività che vengono spezzate dalla luce ultravioletta proveniente dal Sole. In teoria potrebbe derivare da molecole di monossido di carbonio o anidride carbonica spezzate allo stesso modo ma l’attività di 2I/Borisov sembra più coerente con ciò che possiamo aspettarci dall’emissione di acqua, che sublima sotto l’azione del Sole.

I calcoli riguardanti la produzione d’acqua da parte della cometa interstellare 2I/Borisov sono per ora approssimativi, applicando modelli creati per le comete del sistema solare. La loro correttezza nello studio di 2I/Borisov andrà verificato con ulteriori osservazioni mirate e analisi spettroscopiche. Essa si sta ancora avvicinando al Sole perciò ci saranno ancora parecchie possibilità di migliorare le nostre conoscenze di quest’oggetto arrivato da un altro sistema stellare.

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