2020

Il quasar MG J0414+0534

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta l’osservazione di getti di particelle cariche provenienti da un buco nero supermassiccio che interagiscono con nubi di gas attorno ad essi nel quasar MG J0414+0534, distante circa 11 miliardi di anni luce. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare quel quasar ma i dettagli sono stati rilevati grazie a un effetto di lente gravitazionale generato da una galassia tra il quasar e la Terra. L’interazione tra getti e nubi suggerisce che l’attività del quasar nelle onde radio sia allo stadio iniziale e quindi utile per capire meglio i primi stadi di evoluzione delle galassie che ospitano un quasar nell’universo primordiale.

Concetto artistico del cargo spaziale Dragon XL dopo la separazione dal secondo stadio del razzo Falcon Heavy (Immagine cortesia SpaceX)

La NASA ha annunciato di aver selezionato SpaceX come primo fornitore all’interno del contratto Gateway Logistics Services per trasportare carichi, esperimenti e altri rifornimenti al Gateway Lunare, parte del programma Artemis che punta a riportare astronauti sulla Luna. Almeno due missioni verranno compiute con il cargo spaziale Dragon XL, una nuova variante del cargo Dragon 2 ottimizzata per trasportare oltre 5 tonnellate di carichi nell’orbita lunare. I tempi di queste missioni non sono chiari a causa dei cambi di piani della NASA, che recentemente ha deciso di eliminare l’uso del Gateway Lunare per la missione che dovrebbe avvenire entro il 2024 per usarlo negli anni successivi.

Urano visto dalla sonda spaziale Voayger 2 (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” riporta la scoperta di un plasmoide, una struttura composta da plasma formato soprattutto di idrogeno in mezzo a campi magnetici, nella coda della magnetosfera del pianeta Urano che si allontanava da esso. La formazione del plasmoide non è un evento nuovo perché Gina DiBraccio e Daniel J. Gershman del Goddard Space Flight Center della NASA hanno esaminato rilevazioni compiute dalla sonda spaziale Voyager 2 durante il passaggio ravvicinato a Urano avvenuto il 24 gennaio 1986. Si tratta del primo plasmoide scoperto nella magnetosfera di Urano e potrebbe costituire un meccanismo cruciale per la sua perdita di atmosfera.

Montaggio del Progetto Formazione Stellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Japan” riporta la mappatura di tre nubi interstellari: Orione A, Fenditura dell’Aquila ed M17. Un team di ricercatori guidato dal professor Fumitaka Nakamura del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha usato il radiotelescopio Nobeyama e per Orione A anche dati dall’archivio dell’array di radiotelescopi CARMA per ottenere questo risultato. Si tratta di un’indagine chiamata non a caso Progetto Formazione Stellare perché le tre nubi interestellari studiate sono culle per nuove stelle.

Illustrazione del meccanismo di crescita rapida dei buchi neri supermassicci

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio su un possibile meccanismo di crescita rapida dei buchi neri supermassicci che potrebbe spiegare la loro presenza quando l’universo era molto giovane. Lo studente della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) Lumen Boco e il suo supervisore Andrea Lapi hanno creato un nuovo modello basato su un processo già considerato importante come l’attrito dinamico nel mezzo gassoso applicandolo a fusioni multiple.