I tiofeni su Marte offrono una nuova possibilità alla ricerca di forme di vita sul pianeta rosso

Struttura del tiofene
Struttura del tiofene

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrobiology” riporta uno studio sulla possibile origine dei composti organici conosciuti come tiofeni scoperti su Marte dal Mars Rover Curiosity della NASA. Jacob Heinz della Technische Universität di Berlino e Dirk Schulze-Makuch della Washington State University hanno descritto alcuni possibili processi che portano alla formazione di tiofeni. Si tratta di possibili processi che possono essere non biologici opppure biologici e il problema è trovare prove che puntino a uno di essi. I tiofeni esistono anche sulla Terra e si tende a pensare che si formino in seguito a processi biologici ma su Marte ciò vorrebbe dire che esistono forme di vita.

Sulla Terra i tiofeni si trovano in una varietà di casi ma sempre associati a forme di vita, viventi e fossili, andando dai tartufi bianchi a carbone e petrolio, stromatoliti e microfossili. Per questo motivo si tende a dare per scontato che vengano formati da processi biologici ma la questione diventa ben più complicata quando si cerca l’origine dei tiofeni su Marte. Lo strumento SAM (Sample Analysis at Mars), che in effetti è una suite di tre strumenti del Mars Rover Curiosity, ha rilevato tiofeni in sedimenti analizzati nel corso della missione che sta portando avanti nel cratere Gale sul pianeta rosso e i due astrobiologi Jacob Heinz e Dirk Schulze-Makuch hanno provato a capire come si siano formati.

Esistono vari possibili processi non biologici che su Marte possono portare alla formazione di tiofeni. I due ricercatori hanno citato una possibile conseguenza di impatti di meteoriti e il processo chimico conosciuto come riduzione termochimica del solfato, di cui i tiofeni costituiscono un sottoprodotto.

Inevitabilmente le ipotesi più intriganti riguardano la possibile formazione di tiofeni in seguito a processi biologici perché implica la presenza di forme di vita su Marte, almeno nel passato. Quando Marte era giovane e assomigliava in molti modi alla Terra c’erano le condizioni per la formazione di forme di vita simili a quelle terrestri. Ad esempio, batteri solforiduttori analoghi a quelli terrestri avrebbero potuto portare alla formazione di tiofeni attraverso il processo conosciuto come riduzione batterica del solfato.

Esistono diversi processi biologici che portano alla formazione di tiofeni ed è per questo motivo che sulla Terra si tende si tende a pensare prima di tutto a quelli. Per quanto riguarda Marte, servono prove molto solide che uno di quei processi possa essere avvenuto sul pianeta rosso. Un inizio potrebbe arrivare dall’analisi degli isotopi di carbonio e zolfo perché gli organismi viventi alterano i loro rapporti nei composti che producono. Usare gli isotopi più leggeri richiede meno energia perciò gli organismi viventi usano soprattutto quelli, facendone un indizio che sono il prodotto di un processo biologico.

Qualche verifica riguardante i tiofeni su Marte potrebbe arrivare nei prossimi anni dal rover Rosalind Franklin dell’ESA. Questo nuovo rover sarà dotato dello strumento Mars Molecule Analyzer (MOMA), più sofisticato degli strumenti di analisi del Mars Rover Curiosity della NASA. Le possibilità di vita passata o presente di Marte è oggetto di discussione da molto tempo, ogni nuova ricerca e ogni nuovo strumento inviato sul pianeta rosso possono aiutarci ad arrivare a una risposta.

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