La galassia NGC 1365 vista dallo strumento MUSE del VLT

La galassia NGC 1365 vista da MUSE (Immagine ESO/TIMER survey)
La galassia NGC 1365 vista da MUSE (Immagine ESO/TIMER survey)

L’ESO ha pubblicato un’immagine della galassia NGC 1365, conosciuta anche come La Grande Galassia a spirale barrata, catturata con lo strumento MUSE montato sul VLT in Cile. Il soprannome è dovuto alla sua particolare forma con due strutture che dal suo centro si estendono fino al suo esterno. Si tratta di un tipo di galassia poco comune dato che circa il 15% delle galassie vi appartiene mentre quelle a spirale sono comuni. In questo caso c’è una seconda barra all’interno di quella principale. Le osservazioni condotte con MUSE potranno aiutare a capire le dinamiche tra le stelle di NGC 1365 e il suo buco nero supermassiccio.

Distante circa 56 milioni di anni luce dalla Terra, la galassia NGC 1365 fa parte dell’ammasso della Fornace. Nonostante la distanza, è luminosa grazie al suo nucleo galattico attivo, alimentato da un buco nero supermassiccio che scalda notevolmente i materiali che lo circondano. La massa di quel buco nero è stata stimata attorno a due milioni di volte quella del Sole, meno della metà di quello al centro della Via Lattea ma estremo per altri versi secondo i risultati di un calcolo della sua velocità di rotazione.

L’influenza del buco nero supermassiccio sulla forma della galassia NGC 1365 è ancora da valutare con precisione. La presenza della doppia barra che si estende dal centro fino ai confini di NGC 1365, dove si estende in due bracci a spirale, è attribuita alla combinazione della rotazione della galassia e all complesse dinamiche delle stelle che formano barra e bracci. Una seconda barra è annidata in quella principale e probabilmente si muove in modo indipendente.

A causa di queste complesse dinamiche, la galassia NGC 1365 è già stata oggetto di parecchi studi. Anche il VLT (Very Large Telescope) è stato già usato in passato per osservarla con diversi strumenti. Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” nel febbraio 2019 riportava i risultati di osservazioni condotte usando lo strumento SINFONI agli infrarossi vicini all’interno del progetto NUGA (NUclei of GAlaxies). Stavolta, le osservazioni sono state condotte usando lo strumento MUSE (Multi Unit Spectroscopic Explorer) all’interno dell’indagine TIMER (Time Inference with MUSE in Extragalactic Rings) sui dischi galattici.

L’immagine pubblicata dall’ESO mostra la galassia NGC 1365 a lunghezze d’onda ottiche e infrarosse che mostrano gas e polveri nella sua regione centrale. Ciò aiuta a capire le dinamiche collegate all’azione del buco nero supermassiccio, alla formazione stellare e ai movimenti delle stelle. È un caso tipico in cui il risultato è un’immagine spettacolare e allo stesso tempo utile per la ricerca scientifica.

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